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Catania, Parisi è il futuro: "Tra diciotto anni mi vedo ancora qui. La sfida al Messina? Loro favoriti, noi pronti a giocarcela"

| News calcio | Autore: Redazione

E' il sogno di ogni bambino che ama il calcio. Entrare a far parte del settore giovanile di un club professionistico, andare a fare esperienza, poi tornare per affermarsi nel calcio dei grandi. Emozioni, gioie, soddisfazioni, le gambe che tremano all'esordio nel palcoscenico più importante, la Serie B, a nemmeno vent'anni. Poi lì, a macinare chilometri sulla fascia con la tranquillità di un veterano e la classe di un predestinato. Sì, perchè ripercorrendo l'evoluzione della carriera di Tino Parisi ci si rende conto di come si abbia a che fare con un talento puro. Un predestinato, appunto. Testa sulle spalle e un sogno da inseguire. Rigorosamente a tinte rossazzurre: "Dove mi vedo tra diciotto anni? Esattamente qui, a Catania". Sì, chiamatelo 'Capitan futuro'.

"Sono arrivato a Catania quando avevo circa quattordici anni, facevo il primo anno di Allievi - racconta in esclusiva ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com il terzino classe '95 - Mi sono subito trovato alla grande, ma ovviamente avevo bisogno di farmi le ossa. Così la società mi ha mandato a giocare in Eccellenza, all'Akragas". Ed ecco la svolta: "Inizialmente giocavo a centrocampo o da esterno alto - prosegue Parisi - ma ad Agrigento l'allenatore Pino Rigoli mi propose di fare il terzino. Da lì è iniziato tutto, è stata la mia fortuna. Non sono più uscito, sono stato riconfermato in Serie D e dopo un grande campionato è arrivata la chiamata dalla prima squadra del Catania". L'annata è quella successiva alla retrocessione dalla Serie A, la squadra è imbottita di giocatori di livello e di categorie superiori: "Sinceramente pensavo di fare soltanto il ritiro estivo e poi andare a fare ancora esperienza, magari con qualche squadra in Lega Pro. Invece si crearono una serie di situazioni, alcuni infortuni. La società ha subito mostrato di credere in me, per questo sarò sempre grato". Poi il grande giorno, 12 ottobre 2014. Ottantacinquesimo minuto: "Tino, vai. Tocca a te!". Giuseppe Sannino chiama, Parisi risponde: esordio assoluto, personalità da vendere. "Una grandissima emozione, qualcosa di indimenticabile. Ringrazierò sempre Sannino, ha avuto fiducia in me in un momento molto particolare. E poi è ovvio, ho subito pensato alla mia splendida famiglia. Loro mi seguono sempre, ovunque giochi sono sempre presenti".

Prima la consacrazione in Serie B, poi la riconferma in Lega Pro dopo un'estate tormentata. Sudore, spirito di sacrificio, voglia di ricominciare. Infine la grande soddisfazione, la fascia da capitano nel primo match stagionale a Matera. Sì, proprio così, Tino Parisi - 20 anni - è il primo capitano del nuovo corso, della nuova era del Catania: "Essere il capitano del Catania è stato un orgoglio unico, un riconoscimento enorme da parte della società, che ha voluto dare un segnale di svolta rispetto al passato, quando spesso erano stati giocatori stranieri ad avere questo compito. In quel momento simbolicamente molto importante hanno voluto puntare su di me, un prodotto del settore giovanile. Porterò quel giorno per sempre con me". Un campionato difficile quello di Lega Pro, ottimo banco di prova per chi ha tutta la voglia di arrivare in alto. Parisi deve anche fare i conti con il turnover dell'allenatore Pancaro: "Essere in ballottaggio con Garufo giornata dopo giornata è per me un grosso stimolo, mi spinge a dare sempre di più e a esprimermi al massimo. Sì, è un fattore molto positivo. E poi il mio compagno è un giocatore che ha grande esperienza, posso solo prendere spunto da lui". Sempre umile il giovane siciliano, nessun modello preciso: "Non mi ispiro a nessuno in particolare, mi piacciono i terzini che attaccano, quelli di grande spinta. Un nome? Mah, direi giocatori come Marcelo o Dani Alves, ma un idolo non ce l'ho. Voglio solo essere Parisi".

Domenica una partita importantissima, un Derby sentito in tutta la Sicilia. Gli uomini di Pancaro affrontano il Messina al San Filippo in una sfida che manca da otto anni. Epoche diverse, scenari differenti. Dalla Serie A alla Lega Pro: "Questa è una partita sempre bella in tutte le categorie - ammette il difensore nato a Siracusa - c'è un'atmosfera sempre particolare. E' comunque una partita che vale tre punti. Loro sono secondi in classifica, quindi favoriti, ma noi abbiamo voglia di fare risultato. Certo, guardare la classifica adesso fa male, senza penalizzazione anche noi saremmo proprio lì, a 18 punti, nelle zone alte, ma sapevamo e sappiamo ancora che il nostro obiettivo primario è la permanenza in questa categoria". E in passato il difensore del Catania seguiva già con attenzione questa partita affascinante anche grazie alla presenza in campo di un suo omonimo, Alessandro Parisi, che domenica sarà in campo da avversario: "L'ultima sfida in Serie A? Avevo dodici anni, non ricordo il match nel dettaglio. Parisi? Lo ricordo bene, vuoi o non vuoi fai sempre riferimenti a un calciatore che ha il tuo stesso cognome. E' un giocatore che mi piaceva molto, ottima spinta, un gran piede sinistro, bravo a tirare le punizioni. Sarà un piacere trovarmelo contro".

38 anni per Alessandro Parisi, 20 per Tino. Diciotto anni di differenza, quasi un'eternità: "E' vero, sono giovane e avrò ancora tanto tempo per giocare. Dove mi vedo tra diciotto anni? Facile, ancora nel Catania. Adesso penso solo a dare il mio contributo per raggiungere il bene comune, vale a dire la salvezza. Altri discorsi si potranno fare soltanto da febbraio in poi, momento in cui potremo iniziare a guardare la classifica". E, infine, quel pallino chiamato Serie A: "Chi non desidera giocare a quei livelli? Per forza, lo spero. Inter, Milan, Juventus? No no, io sogno di arrivarci con il Catania e sfidare i più grandi giocatori. Finora quello che mi ha colpito di più è stato Antonio Di Gaudio, mi ha impressionato la sua storia, ha giocato in tutte le categorie dimostrando grande carattere, partendo dall'Eccellenza, proprio come me. Io non spero di affrontare Messi o Ronaldo, per loro c'è tempo. Più di ogni altro mi piacerebbe giocare contro Francesco Totti. Lo so, devo fare in fretta...(ride, ndr)"

Proprio Francesco Totti, giocatore che ha giurato amore eterno alla sua squadra. Esattamente come vuole fare Tino Parisi. Testa sulle spalle, voglia di arrivare, talento da vendere. E tanto tanto cuore. Tutto al servizio del Catania. E allora sì, chiamatelo pure 'Capitan futuro'...

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