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Belotti, gol da predestinato. Con la benedizione di Mondonico...

| Calciomercato | Autore: Redazione

Il salvagente di Beppe Iachini ha un nome e cognome. Si chiama Andrea Belotti, diciannove anni, professione attaccante. A Brescia, sabato scorso, gli sono bastati pochi minuti per entrare in azione. Rosanero sotto di un gol, Hernandez e Dybala poco pungenti, Di Gennaro evanescente e senza guizzi. Minuto numero cinquantatré, Iachini ordina il cambio. Fuori il fantasista, dentro Belottino, come lo chiamavano ai tempi dell'Albinoleffe. Dopo appena sette minuti arriva il pareggio. La firma è proprio di Belotti. Gol da attaccante vero: coordinazione perfetta, piattone destro e palla nell'angolo. Al 'Rigamonti' sono caduti tutti i veli. Il Palermo non può fare a meno di questo ragazzo giovane ma col gol nel sangue. La storia di Andrea Belotti ha il timbro del predestinato. Nato a Calcinate, in provincia di Bergamo, guarda caso la stessa città natale di Manolo Gabbiadini, è arrivato al grande calcio partendo dall'Albinoleffe. Con i seriani ha giocato nel settore giovanile centrando l'esordio in B il 10 marzo 2012. Al debutto fa subito gol. Diciotto anni e tanta voglia di emergere. Il Livorno batte la squadra di Salvioni 4 a 1, la rete della bandiera è di Belotti. Cross di Regonesi, incornata vincente del giovane bomberino. Il resto è storia recente. Lo scorso anno in prima divisione segna 12 reti con la maglia dell'Albinoleffe. Durante il mercato estivo il suo nome è sulla bocca di tutti. Lo vuole la Sampdoria, ha mezza B che gli fa la corte. Il blitz giusto lo piazza a fine mercato Giorgio Perinetti. Belotti passa al Palermo con la formula del prestito con diritto di riscatto della metà. Investimento importante per il club di Zamparini che su questo ragazzo punta parecchio. Già nel giro della nazionale Under 21, Andrea Belotti è un attaccante che ha colpi da talento, testa sulle spalle e grandi margini di miglioramento. Preferisce giocare da seconda punta, attaccare la profondità, svariare su tutto il fronte offensivo. Ma quando si piazza più avanti, quando sente il profumo della porta diventa micidiale. Su di lui è pronto a scommettere Emiliano Mondonico che lo conosce bene e lo ha visto crescere. Una conoscenza diretta che risale ai tempi dell'Albinoleffe. Il 'Mondo' allenava la prima squadra e Belottino faceva gol a grappoli nel settore giovanile. "Questo è un giocatore di primissimo livello - spiega Mondonico - perché fa gol. Non a caso domenica ho detto apertamente 'segnatevi questo nome'. Tra qualche anno sarà un campione. Ne ho visti pochi così bravi. Quando ero all'Albinoleffe tutti ne parlavano bene. E quando si parla così bene di un calciatore significa che il valore c'è, non è in discussione. L'ho visto giocare ed ho capito che si trattava di un talento. È un attaccante muscolare, pieno di qualità. Lo definirei un centravanti vecchio stampo. Ha movimento ed abbina a questo aspetto grande cattiveria sotto porta. Mi ricorda Boninsegna, meno potente, ma più veloce. Dove lo farei giocare? Deve giocare davanti alla porta, da prima punta. Può fare tutti i ruoli in attacco, l'esterno, la seconda punta, ma credo che con uno così bisogna sfruttare a pieno certe caratteristiche e il suo fiuto del gol. Vialli? Se parliamo del primo Vialli, di quando era giovane è un paragone che ci può stare. Le qualità sono quelle, ha la stoffa del calciatore vero. Gianluca lo conosco da una vita. Belotti è bravo e può fare un percorso simile. Mi sbilancio. Su questo giocatore ci punto. Vedrete che farà strada". La benedizione del "Mondo" non lascia spazio ai dubbi. Parole chiare che suonano come una sentenza. Toccherà a Beppe Iachini lanciare definitivamente questo ragazzo che si porta dietro l'etichetta del predestinato. Perché, in fondo, quella di salvagente gli sta già stretta. Twitter - @PaoloPassafiume
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