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Arezzo, Capuano: "Ci davano tutti per retrocessi, ma potremmo essere un esempio per tutti"

| News calcio | Autore: Redazione

Come in una favola. L’Arezzo, era stato allestito per disputare la Serie D con Ezio Capuano in panchina. Gli amaranto però, si sono ritrovati in Lega Pro grazie al ripescaggio a campionato ormai in corso. Grande gioia, certo. Ma anche la necessità di riallestire la rosa in pochissimo tempo per competere nella categoria. Ma Capuano, meglio conosciuto come Eziolino, è uno che non si arrende mai.  Ad Arezzo è un vero e proprio idolo, per i giocatori un maestro di calcio. Sanguigno, vulcanico, idee molto chiare. Dentro allora calciatori esperti e giovani motivati, con la voglia di (ri)affermarsi su un palcoscenico importante. E’ il caso del portiere ex Lecce Benassi, del fantasista e cannoniere della squadra, Erpen, del difensore Panariello. PARTENZA SPRINT - L’Arezzo parte benissimo, nonostante Capuano si ritrovi a dover amalgamare un gruppo nuovo di zecca a campionato già iniziato. Imbattibilità per le prime sei giornate, poi il calo fisiologico. Oggi l’Arezzo è undicesimo, ma l'entusiasmo non manca. Questo anche grazie a Eziolino Capuano, uno che ai miracoli è abituato. Lo ricordano bene a Potenza, dove nel 2010, in Prima Divisione, salvò sul campo una squadra per la quale era già stata emessa la sentenza di esclusione dal campionato. I NUMERI – L’Arezzo non segna tantissimo. In compenso però, può vantare la seconda miglior difesa del campionato insieme a Novara e Alessandria. Il merito è anche di un difensore che ha il vizio del gol, Nello Panariello: “Lavoriamo molto sui dettagli e questo fa la differenza. La mano del mister è evidente, posso solo ringraziarlo per la fiducia e le responsabilità che mi ha dato. Subiamo poco perché l’intesa con i compagni è ottima. Abbiamo avuto un piccolo calo fisiologico perché alcuni non hanno fatto una preparazione ottimale vista la situazione di inizio stagione. Il segreto di questo Arezzo sta nel gruppo, abbiamo un grande rapporto dentro e fuori dal campo”. L’UOMO DEL POPOLO – Così ama definirsi per le squadre in cui ha allenato. A lui però non interessa il fan club in suo onore su Facebook e che le sue conferenze stampa siano cliccatissime sul web. Capuano ha in testa solo l’Arezzo. “Qui  sto benissimo anche se non ho tempo di godermi la città perché lavoro diciotto ore al giorno tra preparazione gara, allenamenti e video. E’ stata una follia quella di insistere per il ripescaggio ma sta pagando per il momento. Forse sono troppo presuntuoso, ma ho agito per il bene della piazza che merita il meglio. E’ come se avessimo cambiato le regole della fisica acquisendo giocatori privi di preparazione ed introducendo allenamenti specializzati a campionato in corso”. IL TOCCO - Capuano sente sua questa realtà, che ha forgiato sin dal primo giorno: “Credo che in questa squadra ci sia tanto di mio, e mi riferisco soprattutto all’entusiasmo e alla voglia di fare risultato. Però dobbiamo pensare esclusivamente alla salvezza: se manterremo la categoria senza passare per i playout, saremo un esempio per il calcio italiano. Quando siamo partiti l’Italia ci ha dato per retrocessi, ma sono sicuro che daremo una grande soddisfazione ai nostri tifosi”. Capuano non sogna, perché si definisce “grande e vaccinato abbastanza per non farlo”, ma un tuffo nel passato lo fa volentieri, parlando dell’esperienza di Potenza: “Ho un ricordo stupendo. Sono lucano e tifoso del Potenza, spero di poter tornare un giorno su quella panchina”. Eziolino però preferisce concentrarsi sul presente e sull’immediato futuro. Domenica infatti, l’Arezzo ospiterà la capolista Novara: “Giocheremo contro una corazzata alla quale renderemo la vita difficile. Abbiamo però già dimostrato di potercela giocare con chiunque”. Maurizio Cardone
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