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Antonio Calabro e la sua favola da Francavilla: "Non dimentico le barzellette con Totti e Buffon che ci portò in finale all'Europeo"

| News calcio | Autore: Redazione

Benvenuti a scuola di calcio da Antonio Calabro. Ieri difensore con oltre 350 presenze tra i professionisti, e oggi giovane allenatore tra i dilettanti dalla camera con vista sulla Lega Pro che si chiama Virtus Francavilla. "Se il 2015 sarà come il 2014 abbiamo svoltato". Commenta così Antonio Calabro, che dopo le 29 vittorie in 40 partite si racconta a GianlucaDiMarzio.com. E' arrivato a Franvavilla dopo aver vinto il campionato a Gallipoli in un'annata nella quale nessuno avrebbe immaginato un simile risultato. "Abbiamo riacceso l'entusiasmo in una piazza che da troppo tempo era a secco di successi". Poi la chiamata dal presidente della Virtus Francavilla. "Un progetto troppo affascinante per rifiutare. Ho portato un gruppo di 4 ragazzi e insieme stiamo facendo grandi cose". Ma prima di sedere in panchina, Antonio Calabro il campo lo viveva dall'interno. Ed insieme ai più grandi della sua generazione. "Ho giocato gli Europei Under 16 in Turchia dove perdemmo solo la finale persa con la Polonia, e poi i Mondiali Under 17 in Giappone". Antonio Calabro al fianco di..."Buffon, Nesta, Totti e Di Vaio erano i miei compagni di nazionale. Quelli per me resteranno i ricordi più belli della vita". Come quella volta prima della finale dell'Europeo contro la Polonia. "Tra noi ragazzi era consuetudine prima delle partite raccontare le barzellette in camera. Quella volta ricordo che Buffon non la smetteva di ridere e continuò anche sul pullman mentre andavamo allo stadio". Mattatore di quel pomeriggio Magnani, compagno proprio di Buffon nel Parma. Ma a proposito del numero 1 della Nazionale. In quella competizione si mise in mostra non solo per le sue abilità come portiere. "Se arrivammo in finale fu soprattutto per merito di Buffon. Non solo parò dei rigori decisivi, ma segnò anche dal dischetto, sia in semifinale che contro il la Spagna ai quarti. E non si trattava dell'ottavo o del nono rigore, lui era proprio nei primi 5 tiratori della squadra. Davvero un grande". Da allora è passato tanto tempo. "Senza i cellulari che all'epoca non esistevano, ci siamo persi di vista. Non sento più nessuno di quel gruppo ma per me resteranno ricordi unici". Adesso per Antonio Calabro è tempo di guardare avanti. Dalla panchina e con una finestra sempre rivolta verso la Lega Pro, oggi...domani chissà.
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