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Anna Laura Acampora, moglie di Sepe: "Mio zio Gautieri ci consigliò Empoli. Non resteremo, ma ancora non sappiamo dove giocherà Luigi"

| News calcio | Autore: Redazione

Da Montella a Di Natale, storie di amori destinati all'addio. Un rapporto da sempre speciale quello tra Empoli e i guaglioni del calcio, quelli con il pallone nel sangue e la grinta negli occhi. Arrivano giovani e acerbi, esplodono dalle parti del Castellani e poi se ne vanno per poi talvolta tornare a fine carriera, perché a Empoli si sentono a casa. Un film che si ripete, anno dopo anno. Spesso giovanissimi e abituati a dribblare gli alberi per le strade di periferia come il piccolo Aeroplanino o l'amico Caccia, a volte uomini già battezzati dal calcio che conta, ma ancora inesperti. Luigi Sepe, portiere del Napoli classe '91 in prestito in Toscana, a soli diciassette anni aveva esordito in serie A a Firenze con la maglia azzurra, ma a Empoli cercava il salto di qualità. E ora come da copione è pronto a fare le valigie, con a fianco la moglie Anna Laura e i figli Giuseppe, 4 anni, e Diego, 6 mesi. Due ragazzi dello stesso paese, entrambi di Torre del Greco. Si sono conosciuti nel 2009. Lei sedici anni e lui quasi diciotto, pochi mesi dopo quel debutto in Fiorentina-Napoli. Tutti in città parlavano del giovane Sepe, ma ancora non si conoscevano di persona. Proprio il giorno del suo compleanno le fece gli auguri. Tutto iniziò così. Nel 2011 si sono sposati e da allora lo segue ovunque, come moglie e mamma a tempo pieno. Pisa, Lanciano e poi Empoli. Ora un punto interrogativo sul futuro. Anna Laura parla in esclusiva a GianlucaDiMarzio.com: “Lasceremo Empoli, ma non sappiamo ancora dove andremo. Anche se il nostro sogno è di tornare presto a Napoli, l'importante è che Luigi giochi in una squadra che lo valorizzi. E' libero di fare le proprie scelte, non sono mai entrata in merito a certe decisioni. A giugno inizierà il periodo più brutto di tutto l'anno con mio marito sempre al telefono, perché al contrario di quanto si possa pensare, ancora non sappiamo dove giocherà la prossima stagione. Fino a ora abbiamo cambiato casa praticamente ogni 9 mesi. Mi auguro che stavolta riesca a firmare un contratto più lungo, in modo da trasferirci più tempo e non far cambiare scuola e amicizie ogni anno a nostro figlio". Sempre pronti a traslocare e pochi punti di riferimento, ma lei era già abituata. Figlia di un ex giocatore e nipote di Carmine Gautieri, è cresciuta nel mondo del calcio cambiando spesso città. E proprio suo zio, ricordando con affetto gli anni trascorsi a Empoli, fin dal primo istante non ha aviuto dubbi, consigliando a Luigi di accettare Empoli. "Lo ha sempre detto "vai a Empoli, non te ne pentirai. Potrai lavorare serenamente". Aveva ragione. A Empoli si sta benissimo e questo ha aiutato mio marito a far bene. E' una città a misura d'uomo e una piazza senza forti pressioni". Attaccata alle tradizioni, con un senso della famiglia non comune per i suoi 22 anni, ha abbandonato ben presto il sogno di laurearsi e diventare psicologo infantile per dedicarsi completamente a Giuseppe e Diego. A soli 18 anni era già mamma, non ama la vita mondana e preferisce evitare le feste. Tanto giovane quanto ferma e sicura quando parla di quello per lei importante: "La famiglia è sacra. Da qui arriva la nostra serenità, per un professionista fondamentale. Luigi può sembrare freddo, ma è un marito e papà presente, premuroso e ottimista. Si è dovuto conquistare tutto da solo vivendo una realtà che lo ha portato a maturare prima. Ha realizzato i suoi sogni e deve quello che ha solo a sé stesso e ai suoi sacrifici". In casa Sepe non ci si annoia e nei momenti di quiete Luigi guarda la moglie e i figli dormire scattando fotografie. "Amiamo i numeri dispari"- dice Anna Laura sorridendo -"tre è il numero giusto... Ma non prima di qualche anno". Intanto il piccolo Giuseppe cerca sempre il pallone, guarda ogni domenica il padre in tv e ha già le idee chiare. Vuole diventare un portiere. E allora chissà, che anche lui, da guaglione, non segua il padre. Al Castellani la porta aperta, la storia poi la conosciamo tutti... A cura di Erika Calvani
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