Interviste e Storie

Solidità, valorizzazione ed esperienza: come è cambiato il Palermo con Inzaghi

Pippo Inzaghi (CREDITS: Palermo Fc)

Il Palermo vola con Pippo Inzaghi: cosa è cambiato rispetto allo scorso anno con l’arrivo dell’allenatore piacentino

Tre stagioni complicate – con più alti che bassi e un salto di qualità sempre rimandato – durante i quali non si è mai realmente andati vicini all’obiettivo, la promozione in Serie A. Poi è arrivato Pippo Inzaghi, che in pochi mesi è riuscito a portare finalmente grande entusiasmo e una mentalità vincente: così, adesso, il Palermo può sognare.

Prima un 9° posto, poi l’eliminazione in semifinale playoff e infine la sconfitta contro la Juve Stabia nella prima fase della postseason: negli ultimi anni i rosanero non si sono mai realmente avvicinati alla Serie A, e questo ha portato al Barbera un’aria cupa, quasi depressa. Serviva una spinta nuova, una rigenerazione.

Arrivata l’estate, allora, la società non ci ha pensato due volte: per poter compiere il tanto agognato salto serviva un esperto di promozioni, anzi il più esperto di tutti, e la scelta non è potuta che ricadere su Inzaghi. L’allenatore piacentino, nonostante la A conquistata con il Pisa, ha sposato l’ambizioso progetto dei siciliani grazie a un serrato corteggiamento del City Group, che ha provato il tutto per tutto per portarlo nel club.

E adesso, dopo poco più di tre mesi, in casa Palermo tutti non possono che essere soddisfatti dell’impatto che l’ex Salernitana e Pisa ha avuto nella squadra. I rosanero vincono, convincono e si divertono: frutto del lavoro dentro e fuori dal campo di Pippo, che ci ha messo pochissimo per azzerare il passato e cambiare tutto.

Solidità ritrovata

Tre mesi sono bastati all’allenatore 52enne per creare una squadra a propria immagine e somiglianza, in particolar modo a livello tattico; e infatti, nelle prime 9 partite stagionali, si è già potuto ammirare qualcosa di diverso rispetto allo scorso anno: il Palermo concede maggiormente il gioco agli avversari, difende meglio e attacca meno, ma in compenso vince. Ed è questo che alla fine fa tutta la differenza del mondo.

Non solo, perché anche nei singoli reparti si può notare come l’allenatore abbia avuto un impatto significativo. Partendo dalla difesa, dove i rosanero hanno ritrovato la solidità che molto spesso è mancata lo scorso anno. Joronen sta fin qui fornendo la continuità che mancava in una porta che sembrava maledetta, la quale dall’inizio della stagione ha già perso Gomis e Bardi per infortunio, garantendo anche la leadership necessaria a una squadra che in passato ha peccato di inesperienza.

La retroguardia, invece, pare essere il punto di forza dei siciliani. Solo 3 gol subiti, miglior difesa della Serie B in questo inizio di campionato e tanti big imprescindibili: Bani, Ceccaroni e Augello rappresentano dei punti di riferimento, affianco ai quali stanno emergendo giovani promettenti e ritrovati come Pierozzi e Peda.

Il Palermo esulta sotto al settore ospiti (credit -Imago) – Gianlucadimarzio.com

Poche chiacchiere, tanto lavoro

A centrocampo, invece, Inzaghi ha potuto contare su due super innesti come Palumbo e Gyasi – che hanno certamente incrementato il livello qualitativo della rosa – e sta anche rivalorizzando i calciatori che erano già presenti in rosa. Segre, Ranocchia, Gomes: tutti e tre lo scorso anno hanno avuto un rendimento altalenante, ma adesso si stanno pienamente ritrovando.

E per concludere l’attacco, il reparto nel quale l’allenatore non poteva che incidere maggiormente. Pohjanpalo è la certezza – con i suoi 4 gol fino a questo momento -, e con lui anche capitan Brunori, mentre Le Douaron (pagato 4 milioni di euro nell’estate 2024) sembra un giocatore totalmente nuovo rispetto a quello che pochi mesi fa veniva etichettato come “flop”.

Poche chiacchiere, tanto lavoro ma soprattutto spazio per il divertimento – in campo e fuori. In poco tempo Inzaghi ha rivoluzionato una squadra delusa dopo l’ennesima stagione fallimentare, trasmettendo il proprio entusiasmo (che traspare nelle esultanze successive ai gol della squadra) a una delle piazze più calde d’Italia. “Ho 22 giocatori che amo alla folliaaveva detto l’allenatore a inizio campionato, e i giocatori già amano lui. Palermo continua a sognare la promozione, l’aquila rosanero vuole tornare a volare sopra i cieli della Serie A: con SuperPippo è possibile.

Alessandro Mammana

Classe 2004, credo che la prima parola uscita dalla mia bocca sia stata "palla". Da sempre innamorato dello sport, il calcio è stato il mio compagno di vita, sin dal giorno zero. Ci ho giocato per una quindicina di anni prima che il mio corpo dicesse stop, ma potevo mai starne lontano? Assolutamente no, ed ecco che tutte le telecronache virtuali fatte giocando a Fifa o Pes hanno trasformato quello che prima era solo un sogno in un obiettivo

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