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Rosseti, da Traiana alla Juventus: “A Lugano sto bene, ma sogno bianconero”

Rossetti, Rosetti. R-O-S-S-E-T-I. Quante volte l’avranno sbagliato, quel cognome: “Ormai ci sono abituato. E menomale che sulla maglia è stato stampato sempre giusto“. Per il nome, poi, ci vuole un’altra precisazione: “Lorenzo, non Valerio“. Perchè Valerio è quello del su’ babbo (rigorosamente, da buon aretino) e suo secondo, ma pure il secondo del fratello, che di primo fa Niccolò e gioca nell’Arezzo, in Lega Pro. Insomma, un bel casino. Di Lorenzo Rosseti ce n’è comunque uno, e a giudicare da come gioca è proprio difficile confonderlo: 22 anni, attaccante nato e storia chiaramente sfumata di bianconero. Il bianconero del Lugano, dove gioca oggi, quello della Juventus, club che detiene il suo cartellino, e quello che fu anche del Siena, squadra che lo ha lanciato in Serie B.

Il viaggio di Lorenzo è cominciato a Traiana, 150 abitanti, una delle più piccole società d’Italia. Ed è continuato appunto a Siena, “Un’altra categoria, un altro mondo. In Primavera giocavo con i ragazzi di tre anni più grandi – racconta Lorenzo in esclusiva a www.GianlucaDiMarzio.com e credo che in quegli anni la capacità di ascoltare e di dare il massimo mi abbia permetto di compensare in fretta l’età. E al Siena va proprio il mio più grande grazie, è grazie a loro se sono riuscito a esplodere ed è lì che ci sono le persone che mi sono state più vicine“. A partire da Michele Mignani, l’allenatore della Primavera e poi collaboratore di Beretta: “Mi ha aiutato tanto, è stato fondamentale per accompagnarmi nel percorso di crescita. E poi c’è stato per fortuna Francesco Valiani, che è stato un po’ il mio protettore in campo. Da lui ho imparato grandi cose“.

L’anno del fallimento, il 2014, ha poi portato con sé diverse cattive notizie, ma anche qualcuna particolarmente dolce: prima la rottura del crociato e il conseguente stop, poi… “Nella sfortuna c’è stata la chiamata della Juventus, qualcosa di eccezionale in un periodo complicato“. E il sorriso è tornato in un attimo: “Ero concentrato sulla riabilitazione – continua Rosseti – e avevo come unico obiettivo di riprendermi in fretta, in attesa di capire cosa sarebbe successo col Siena. Dopo qualche giorno da svincolato, poi, è arrivata la grande chiamata. Ho fatto le visite e ho firmato. Non ho detto no, ovviamente (ride)”. Subito l’Atalanta, in prestito. E chissà cosa sarebbe successo senza l’infortunio: “Non so, davvero. Sono cose che accadono, fortunatamente ne sono uscito in fretta. Ero dispiaciuto di non poter giocare, le mie motivazioni erano a mille visto che a solo 20 anni mi ritrovavo in Serie A. Non ho potuto dare il mio contributo purtroppo, però ho sempre guardato avanti“.

Ma oggi le cose sono cambiate, perchè i quattro gol e due assist nelle prime dieci partite in Svizzera stanno rilanciando Lorenzo: “Qui mi trovo benissimo. Ora siamo in un momento abbastanza difficile ma speriamo di riprenderci. Ho deciso di lasciare l’Italia per vedere un po’ come si lavora all’estero, con meno pressioni e più minuti a disposizione. I gol che ho fatto mi dicono che è questa la strada giusta da percorrere. Ora ho ancora qualche partita da giocare col Lugano, poi chissà“. Un chissà grande quanto il sogno di raggiungere un giorno la Juventus dei campioni, con cui Lorenzo ha peraltro già segnato: “Nella tournée cinese, è vero. Quella di quest’estate è stata un’esperienza fantastica, che mi ha insegnato davvero tanto. Basta anche poco tempo per capire come si allenano i grandi giocatori e questo per un giovane come è stato estremamente importante. È chiaro che poi arrivare a giocare per la Juve è difficile, è pur sempre una delle migliori squadre d’Europa. Ma è giusto continuare a crederci. Il più forte? Beh, Dybala. È bastato anche solo allenarmi con lui per capire che talento sia…

E, in attesa di conoscere il futuro, la gioia è dipinta anche d’azzurro, quello dell’U21 di Di Biagio che si è brillantemente qualificata all’Europeo: “Eravamo partiti con questo obiettivo e avevamo la Serbia (campione in carica, ndr) nel nostro girone. Piano piano abbiamo acquisito sicurezza e abbiamo fatto quello che si è visto. È stata una bellissima esperienza per me, ora speriamo di finirla al meglio con l’Europeo. È un momento buono per i giovani italiani, ce ne sono tanti e di forti. Abbiamo bisogno di metterci in mostra ad alti livelli per crescere ancora“. Messaggio chiaro, chi ha orecchie ascolti. Lorenzo Rosseti c’è.

Redazione

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