L’estate
nerazzura sta portando numerosi cambiamenti all’Inter, positivi.
Dal mercato ai risultati. Questione di ambizione. Da un Mauro Icardi
super ad una Roma battuta, uscendo dall’Olimpico con tre gol realizzati.
Rimanendo attenti e vigli, sul pezzo: “La chiave è stata nei
calciatori: martellanti con la ricerca che gli ho chiesto. A volte
sbagliando, nel primo tempo dovevamo fare di più: ma l’idea di
calcio c’è stata in tutta la gara”. Ah, e Icardi? “Con Dzeko è
il più forte del campionato. Dalle qualità nello smarcarsi in area
di rigore alla cattiveria nella finalizzazione. Come individua la
preda gli mette le mani al collo e la strozza. Non deve
accontentarsi”.
Dagli
episodi, ovvero il rigore non concesso a Perotti tramite l’ausilio del
VAR, alla fortuna: “Per me è un episodio dove si può discutere,
ma per me non è rigore. Poi la Roma, nel complesso, è stata
comunque sfortunata. Noi, al contrario, siamo stati fortunati. Ma i
ragazzi hanno creato occasioni limpide e pulite. Quello che è
fondamentale per i miei giocatori è cercare le nostre idee, e alla
fine si viene premiati. Siamo stati però lenti nel fare viaggiare la
palla, la nostra costruzione spesso ha agevolato la Roma”. E
Vecino? “Il suo era un acquisto perfetto: ha dei margini di
crescita eccezionali. Con qualità di progressione immense. E con una
grande completezza nel suo bagaglio, potrà darci una grande mano”.
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