Napoli, McTominay (IMAGO)
Da Calhanoglu e Dimarco a McTominay: sono loro i primi attori delle ultime sfide tra le due squadre.
Ancora voi. Ma non dovevamo vederci più? O forse sì. Inter-Napoli è stata decisa, una volta ancora, dagli stessi protagonisti. Hakan Calhanoglu, Federico Dimarco e, soprattutto, il solito Scott McTominay, che ha ormai nei nerazzurri la sua vittima preferita. Da quando è arrivato in A nella scorsa stagione, in Serie A ha sempre segnato contro l’Inter. Infallibile e decisivo.
Infallibile, invece, non era stato il 10 novembre 2024, giorno della gara di andata della passata Serie A, Calhanoglu. O meglio, solo a metà. Prima aveva ristabilito la parità, portando il risultato sull’1-1, dopo la rete, dello scozzese (e di chi se no?). Poi, però, un errore dal dischetto con il pallone finito sul palo alla destra di Meret. Un errore pesante, rivedendo poi andamento ed esito del campionato. Il primo dal dischetto con la maglia dell’Inter.
Ha dovuto aspettare la stagione successiva per riscrivere il suo riscatto personale. Per un gioco del destino, infatti, si è ritrovato sia nell’andata al Maradona che nel ritorno di San Siro a calciare dai quegli 11 metri che tanto avevano fatto male in quella sera milanese. Seconda (e terza) occasione sfruttate. A stonare, il risultato. Mai, infatti, i suoi gol sono riusciti a portare l’Inter alla vittoria. Il 3-1 azzurro all’andata, il 2-2 al ritorno.
E, infine, c’è il numero 32, Federico Dimarco. Nella gara di ritorno dello scorso anno aveva illuso i tifosi nerazzurri, con una punizione che sembrava poter decidere quella che era a tutti gli effetti una partita scudetto. Altro ritorno di campionato, altro gol che sblocca la partita. E altro pareggio.
Quello di stasera è il racconto di una partita. Anzi, dell’intero campionato fin qui giocato e di quella che è la storia di una lotta al vertice che fino a ora è segnata da un preciso fil rouge: l’equilibrio. Equilibrio che è stato, a grandi tratti, l’immagine che meglio ha descritto la sfida di San Siro. Un’iniziale pressione alta del Napoli, il gol dell’Inter e uno spostamento degli equilibri tattici ed emotivi a favore dei nerazzurri, il pareggio di McTominay, professore nell’arte dell’inserimento.
Il secondo tempo ha seguito e disegnato un copione simile, se non identico. Quella costante, l’equilibrio, è durata fino al 70′. Un contatto in area e un intervento del VAR ha, se possibile, ravvivato ancor di più gli animi di un intero stadio. Secondi di silenzio. Un’attesa dai sapori opposti. Poi il rigore assegnato all’Inter e lo sfogo di Conte che ha portato alla sua espulsione. Calha si presenta, è gol. Tutto finito? Proprio no. Il Napoli e il suo numero 8 vogliono un finale diverso. All’81’ la doppietta del centrocampista. 2-2, è parità. La partita finisce così. Equilibrio. A San Siro, ai piani alti di questa Serie A. La sensazione che ci lascia questa prima giornata del girone di ritorno è la stessa che ci ha raccontato quello di andata: il campionato, con ogni probabilità, si deciderà alla fine. Non c’è nulla di scritto, un po’ come nella notte del Meazza.
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