Matteo Lavelli / Credit: Martina Cutrona
La storia di Matteo Lavelli, attaccante dell’Inter già protagonista con la formazione Under 23, all’esordio in Serie A nel match contro il Bologna
Una lunga attesa, figlia di un ottimo percorso all’interno del settore giovanile, ricompensata dall’esordio nel palcoscenico più importante: San Siro. Per Matteo Lavelli, attaccante classe 2001 dell’Inter, quella contro il Bologna sarà sicuramente una partita difficile da dimenticare.
La prima volta in Serie A, subentrato al posto di Thuram al minuto 83, e i primi minuti in mezzo ai ‘grandi’. L’emozione di averlo fatto magari davanti ad amici e parenti e, soprattutto, con un allenatore come Cristian Chivu, che lo aveva già osservato da vicino con la formazione Primavera durante la stagione 2023/2024.
Precisamente sei presenze e due gol, con la squadra guidata in quel momento dall’allenatore romeno, la giusta ricompensa dopo le reti (circa 20) realizzate con l’Under 18. Fiducia e stima reciproca, basi che hanno permesso al classe 2006 di realizzare l’esordio in massima serie.
“Da interista, me la sono goduta al massimo”, ha dichiarato a fine gara il giovane calciatore nerazzurro ai canali ufficiali del club. Un punto di partenza emozionante, in attesa di portare a termine nuovi sogni.
Dietro l’esordio di Matteo Lavelli c’è, tuttavia, la forza di chi non ha mai mollato. Un prima e un dopo che ha segnato una nuova fase nella carriera dell’attaccante. Nel 2024 ha infatti dovuto fare i conti con un serio attacco di meningite, che lo ha costretto a (circa) un mese di ricovero in ospedale. Paure a ansie che, due anni più tardi, hanno lasciato definitivamente il posto alla felicità. E poi il calcio, amore a prima vista per il classe 2006, nonostante la possibilità di ‘optare’ per altri sport come il rugby o il nuoto. Una scelta convinta, fin da subito.
Un percorso nato sulle orme di papà Diego, ex centrocampista, e poi maturato con i colori nerazzurri. A 11 anni, quindi, il passaggio nel settore giovanile dell’Inter. Crescita e gol, praticamente un certezza per il ‘Pocho‘, soprannome attribuitogli per la forte assonanza con il cognome dell’ex calciatore del Napoli Ezequiel Lavezzi. Idoli? Cristiano Ronaldo, ma anche Marcus Thuram.
Dagli inizi con la Vibe Ronchese ai passaggi con le maglie di Monza e Renate, prima della chiamata dell’Inter. Da terzino ad attaccante, posizione che gli ha consentito di trovare la sua dimensione. Ben 20 gol con l’Under 18 nerazzurra, quattro durante l’ultima stagione con la Primavera.
Poi il passaggio con l’Under 23 di Stefano Vecchi, protagonista nel girone A di Serie C. Sedici presenze e tanta voglia di affermarsi anche tra i professionisti. Dai sogni alla realtà, una storia, quella di Matteo Lavelli, che parla di lotta e carattere.
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