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Nainggolan-Ronaldo, dal mercato a S.Siro: tra poli opposti e perle d’autore

Pensi ad oggi e torni a luglio. Quando le piazze ribollivano di entusiasmo, tra hotel e sedi prese d’assalto, in attesa di vedere all’opera gli arrivi più importanti delle rispettive campagne acquisti: un centrocampista box to box per crescere in qualità, da una parte; il “colpo del secolo”, da molti definito tale, dall’altra.

Pensi ad Inter-Juventus, a inizio campionato, e metti in copertina due volti: Radja Nainggolan, perfetta pedina da 4-2-3-1 spallettiano; Cristiano Ronaldo, uomo dell’obiettivo Champions. Aspettative e speranze enormi a confronto sul campo, per la prima volta in stagione, oggi: e il risultato, dopo aver premuto il tasto fast forward fino a 10 mesi dopo, presenta una realtà leggermente diversa da più punti di vista. Per una sera messa da parte, oltre ogni gioia e delusione, prendendosi e dividendosi la scena del derby d’Italia.

“I poli opposti della passione calcistica” contro, tanto per non smentire Spalletti: i primi 45’ sono un dominio dell’uomo che, tra vizi e virtù, quando vede bianconero si esalta. E che per battere la Juventus, come ammesso ormai qualche anno fa, “darebbe gli attributi”: risultato ottenuto in sole 3 occasioni su 17 gare giocate, prima di oggi, che non ne ha comunque cancellato le voglie di rivalsa. Costruite su un destro al volo splendido, alla sua maniera, per sbloccare la partita. Questione personale.

Criticato, spesso vittima di qualche problema fisico e conscio di aver reso meno rispetto a quanto avrebbe potuto: voglioso, allo stesso tempo, di ripagare la fiducia nerazzurra dopo qualche difficoltà di troppo. La strada per riuscirci, Nainggolan, ha provato a imboccarla già da qualche domenica, accelerando stasera: tra vecchie linguacce, espulsioni e liti social, il modo migliore per contrastare la Juve è tornato ad essere quello tecnico. E dire che proprio il bianconero, lui, poteva vestirlo nel 2012: parola di Cellino, ai tempi del Cagliari, forte di un accordo verbale con Marotta poi non più siglato. Roba da sliding doors…

Illudersi, sfiorare più volte il raddoppio: calare, nel secondo tempo, subendo la sentenza del campione bianconero. Quello che è Ronaldo, antitesi perfetta rispetto a Nainggolan: cura maniacale dei dettagli, dentro e fuori dal campo; chirurgico nel punire gli avversari, con un sinistro a fil di palo da fenomeno, per toccare quota 600 gol in carriera con la maglia di un club.

Gli spalti si colorano a mò di sfottò: nonostante l’addio al sogno Champions bruci ancora, Cristiano vuole solo guardare avanti. Riparte da San Siro, marchiato a fuoco con il secondo gol in carriera (nonché stagionale) a Milano, anche in una gara dal significato più storico che attuale, con lo Scudetto già in tasca. Finita per un attimo, soprattutto lato opposto, per rispecchiare quelle attese nutrite a inizio stagione, in un rapido rewind: quando Nainggolan e Ronaldo figuravano, tra l’entusiasmo delle rispettive piazze, i colpi da godersi in una stagione da ricordare. Le cui perle, almeno nella stessa serata, hanno saputo splendere insieme.

Simone Nobilini

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