Prosegue a spron battuto l’inchiesta soprannominata “Prisma” portata avanti dalla Procura di Torino. Il dossier, per il momento solamente contro la Juventus, è ancora lontano da una sentenza definitiva, sia dal punto di vista civile che da quello sportivo. Nel frattempo, i magistrati hanno iniziato a convocare i primi indagati.
Marco Re e Stefano Bertola, rispettivamente dirigente finanziario e Chief Corporate & Financial Officer, hanno fatto sapere di voler avvalersi della facoltà di non rispondere. Queste le parole del loro avvocato Luigi Chiappero, già consigliere di amministrazione della Juventus tra il 2005 e il 2006. “Le questioni in discussioni sono essenzialmente di carattere tecnico e necessitano di una riflessione”.
Continua l’avvocato: “Nel 2015 la normativa è cambiata. La valutazione, in sé, non è reato. C’è grande discrezionalità. Se ci sono risposte da dare, dobbiamo prima conoscere il contenuto delle contestazioni. Al momento non lo conosciamo“.
Se Re e Bertola hanno rifiutato di parlare, sono stati sentiti come persone informate sui fatti l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene ed il direttore generale Federico Cherubini. Nei prossimi giorni, salvo novità, saranno ascoltati anche Fabio Paratici, Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Stefano Cerrato.
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