Di Maria incanta (e vince) a Parigi. Real Madrid e Manchester United si mangiano le mani. Perché i soldi non fanno la felicità. Entrambi hanno preferito il dio denaro all’argentino ma se i bilanci hanno – quasi – sorriso, il campo no. A Madrid rimpiangono lui e Ancelotti. L’ex Milan s’inventò Angel nel ruolo di mezzala e svoltò la stagione, vincendo l’agognata Decima. Poi la cessione in estate, criticata da tutti i tifosi, allo United. Qui il classe ’88 paga il momento complicato dei Red Devils e alcuni problemi fisici: l’avventura non decolla.
Ma bisogna pensarci bene prima di privarsi di uno come lui. Gli inglesi prendono la loro decisione e lo scorso agosto cedono Di Maria al Psg in cambio di un assegno da 63 milioni di euro. Sotto la Torre Eiffel l’esterno rinasce, torna ai massimi livelli. E ora punta al poker. Ieri ha vinto la Ligue 1, il terzo campionato conquistato in altrettanti paesi diversi: Portogallo (Benfica) e Spagna (Real) le altre due. Vietato però fermarsi ora. La squadra di Blanc ha ancora molti obiettivi. Record di punti, due coppe nazionali e soprattutto l’Europa. C’è quella Champions dove il traguardo massimo è stato (per il club e Ibrahimovic) la semifinale. Chissà che la chiave in grado di aprire la porta verso l’elite europea non sia proprio quella argentina. Di Maria (già pronto per il riscatto in Copa America) sa come si fa.
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