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Il mondo piange la scomparsa di Bradley Lowery: piccolo, grande guerriero costretto ad arrendersi ad una battaglia impari

Il primo sentimento è di rabbia, ingiustizia. Per una partita tra sfidanti impari, conclusasi con un esito già purtroppo atteso, tra un gigante maligno impossibile da sconfiggere e un piccolo, grande guerriero: Bradley Lowery ha smesso di lottare oggi, alle 13.35 locali, tra le braccia dei suoi genitori. Di lui non potrà che restare un solo ricordo: quel sorriso, nonostante tutto, che lo accompagnava ogni giorno. Anche nei momenti più difficili, contando sul supporto di un mondo intero che, tra calcio e non solo, ha cercato di sostenerne la battaglia contro il neuroblastoma fino in fondo.

Il tifo per il Sunderland, gli ingressi in campo pre partita sui terreni di gioco della Premier, la splendida amicizia con Jermaine Defoe, il suo idolo. Che pochi giorni fa, dopo aver visto sensibilmente peggiorare le condizioni del proprio piccolo amico, non è riuscito a trattenere le lacrime di fronte ai giornalisti presenti in conferenza stampa: mancherà anche a lui, ora, svegliarsi ogni mattina per saperne di più sulle condizioni di chi era ormai diventato come un piccolo fratello. Una presenza che, purtroppo, ha fatto troppe volte rima con sofferenza: destino segnato, ma voglia di arrendersi mai. Vivendo ogni giorno come se fosse l’ultimo, anche con un respiro sempre più affannoso alimentato da quell’ossigeno che da oggi, resterà solo vecchio compagno di vita terrena.

Nessuna esagerazione nella retorica, inutile di fronte a drammi simili, ma solo una grande convinzione: in situazioni simili, alla fine di una battaglia capace di spezzare il cuore di chiunque, non resta altro che amore ed orgoglio. Per chi in soli 6 anni di vita, contro ciò che per tutti risulterebbe incubo, ha saputo resistere senza paura all’infamia di un ignobile nemico, troppo codardo per battersi allo stesso livello. Nella mente e nel cuore di un mondo intero, Bradley è uscito vincitore a priori da una guerra squilibrata per la sola capacità di saper combattere. Regalando un esempio di vita in più da seguire e osservando, da oggi, tutti coloro che l’hanno amato da un po’ più su. Vetta dalla quale Bradley merita, fino in fondo e dall’alto, di poter ora guardare un mondo che da lui ha imparato tanto.

Simone Nobilini

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