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Il Milan dei paradossi prosegue…in positivo: il solito Suso e un Calhanoglu mancino restituiscono ossigeno a Montella

Da un paradosso all’altro. Per il Milan, almeno in questo avvio di stagione, va così: dall’inversione di tendenza nelle prestazioni della doppia “B” Bonucci-Borini, sottolineata in maniera ancor più evidente nell’ultima sfida contro il Genoa, ad altri punti particolari emersi nell’1-4 a Verona contro il Chievo, reduce da 6 risultati utili consecutivi. Tornando a vincere e, almeno per oggi, a convincere.

Punto primo, inevitabilmente in cima ad ogni considerazione: rispetto alla scorsa annata cambiano budget, squadra, interpreti e qualità complessiva, ma a far la differenza continua ad essere sempre Suso. Inamovibile da 37 gare su 41 complessive disputate nell’annata del ritorno in Europa conquistato, apparente equivoco tattico nel Milan post rivoluzione estiva: tra tanti cambi di formazione, riportarlo semplicemente nel ruolo in cui è stato in grado di rendere di più ha restituito ai suoi un faro offensivo illuminante. Unica luce rossonera del primo tempo a splendere e a provarci, tra un paio di conclusioni da fuori, il marchio di fabbrica valso il vantaggio e il cross capace di propiziare l’autorete di Cesar. Prima di lasciare spazio a Montolivo, c’è tempo anche per l’assist: 4° stagionale per imbeccare e risvegliare Kalinic, parte di quei 230 milioni investiti sul mercato dai quali ancora, con continuità, si attendono risposte positive. Con i primi segnali in arrivo da stasera…

Già, perchè il Milan di oggi (oltre allo spagnolo) ha iniziato a pronunciare anche qualche prima parola in turco. Primo squillo in campionato per Hakan Calhanoglu con il…sinistro (non decisamente il piede forte, per proseguire nel mondo dei paradossi) dopo la rete in Europa League a Vienna, mostrando segnali di crescita evidenti soprattutto nella ripresa. “Gol turco” che mancava in Serie A dal lontano aprile 2003, firmato Emre, e che sa tanto di assist raccolto post dichiarazioni pre gara di Montella, convinto sulla possibilità per l’ex Bayer di rappresentare un deciso e determinante valore aggiunto per la sua rosa. Fantacalcisticamente e metaforicamente parlando, +1.

Fantasia al potere, insomma: tra l’enorme continuità con il passato firmata Suso e i primi lampi di Calhanoglu, la risposta del Milan al periodo di crisi arriva così. Boccata d’ossigeno enorme per Montella, capace di ritrovare nei suoi gol (4 oggi, mancanti dalla trasferta di Empoli, contro i soli 5 segnati nell’ultimo mese) e di mantenere leggermente più salda una panchina sinora a dir poco traballante. Tra un paradosso e l’altro, convincendo anche con le assenze di due titolari come Bonucci e Bonaventura, e proiettandosi verso la Juventus con un pizzico di fiducia in più. Determinata dalla tanto ricercata qualità…

Simone Nobilini

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