Un gran gol del croato al 94′ salva il Como.
Il Como e Como scoprono la bellezza di Martin Baturina. Serviva il nuovo anno. Servivano, soprattutto, dei mesi per ambientarsi, integrarsi, trovare fiducia. Perché sì, il suo talento non è mai stesso messo in dubbio. In particolare da chi come club e allenatore lo avevano tanto voluto in estate. Ma si attendeva un segnale. Un segnale forte.
“Ma Batu? Cosa fa?”. “Magari va in prestito per trovare più spazio”. Camminando verso il Sinigaglia, tra chi parla della partita che tra poco inizierà e il sogno di qualche nuovo colpo, c’è chi si chiede quale sarà il futuro del numero 20 di Fabregas.
Le aspettative erano alte. Per la cifra spesa, per gli sprazzi di talento mostrati con la maglia della Dinamo in Champions League, per l’ambizione che, piano piano, è sempre più viva sul Lago di Como. E quella di oggi non sembrava avere nulla di diverso dalle altre partite. Ma qualcosa è cambiato.
Perché a volte basta un attimo. Un istante capace di cambiare le sorti di una partita e il destino di un giocatore. Sono sufficienti pochi secondi per dare un nuovo colore alla propria storia. Quell’istante per Martin Baturina porta il numero 94.
94, come il minuto in cui Como-Bologna è cambiata definitivamente. E l’ha fatto con una sorpresa. E non poteva andare in modo diverso per una partita in cui le emozioni si erano uniti a continui stravolgimenti. Gol, rosso, un rigore revocato con il VAR, un palo, occasioni non concretizzate. Ma torniamo a quel numero, il 94. Un finale che sembrava scritto. Un finale capovolto. Capovolto con un tocco di magia e di coraggio. La magia che scorre nella qualità di Baturina. Il coraggio di un ragazzo che ha provato a credere nel suo calcio per trasformare l’ultima pagina di questa giornata.
Il primo vero gol di Martin. Sì, è vero. Aveva già segnato nel 5-1 contro il Torino. Ma questo è stato diverso. Per contesto, utilità, capacità di decidere la partita. Ci è voluto tempo. Ma per costruire e crescere serve saper attendere. E a Como questo si sa. Anzi, rappresenta uno dei valori su cui si fonda l’intero percorso iniziato con Fabregas. La ricerca del giovane e del talento, la consapevolezza che per vederlo esprimersi servirà tempo. Ruota tutto intorno a quello, il tempo. E, piano piano, il tempo di Baturina sta arrivando. Arrivato con l’etichetta del nuovo Modric e da un campionato diverso. “Quando vedevo i suoi highlights alla Dinamo, era sempre solo, poteva fare ciò che voleva. In Italia è diverso. Ha fatto un gol di talento assoluto che hanno solo i grandi giocatori“, parola di Cesc.
E quella contro il Bologna, in tutte le sue sfumature e cambiamenti, è un’altra nitida immagine di quello che oggi è diventato il Como. Una squadra più matura e consapevole. Un gruppo che, a differenza del passato, è capace di stare nei momenti di sofferenza. Capace di resistere e restare in piedi.
Una squadra che non rinuncia alla propria filosofia e alle proprie idee, fil rouge ed essenza stessa del proprio percorso. Al contempo, però, in grado di modulare e modularsi in base all’avversario. Una squadra in grado di riconoscere e vivere i momenti di una partita. E il gol di Baturina ne è istantanea ed esaltazione. Forza di volontà, la bellezza del talento, qualità e coraggio. E un abbraccio che (r)accoglie squadra, staff, tifosi. Essere Como.
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