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​Il bomber che non ti aspetti: Basha si prende il Bari, “ma non guardiamo la classifica”

In media in carriera aveva segnato una rete ogni 20 partite (18 in 318) tra Svizzera, Italia e nazionale albanese. Questa sera, nel 4-2 con il quale il Bari si è imposto sul Cittadella al San Nicola volando temporaneamente al secondo posto del campionato di B, Migjen Basha si è superato: doppietta e firma da capitano sui 3 punti biancorossi. Prima un’inzuccata su corner di Galano per pareggiare il vantaggio ospite firmato Salvi, poi un mancino liftato dal limite dell’area per il poker che ha chiuso i giochi. “Non sono uno specialista -sorride il centrocampista al fischio finale- ma quello su corner era uno schema, provato e riprovato in allenamento. Per quello ho indicato la panchina dopo che la palla è entrata”. Lo rimarca con intensità, a sottolineare lo spirito di un gruppo coeso. Non gli piace l’etichetta di “imprescindibile”, anche se a conti fatti Fabio Grosso non ha mai fatto a meno del suo regista quando lo ha avuto a disposizione. Riscatto è la parola d’ordine di Migjen, fresco della cocente delusione dello scorso anno, quando il Bari mancó la missione-playoff: “È stata un’annata storta, andata male per tutti, ora vogliamo dimenticarla”.

Da schermo davanti alla difesa a bomber, per una sera: “Di testa non segnavo da tre anni, con la maglia dell’Albania” racconta. E di testa sono arrivate le 4 marcature incassate contro Pro Vercelli e Cittadella: “Le soffriamo in maniera pazzesca- ammette Basha-ed è un peccato, anche perché i centimetri non ci mancano. Oggi ci è andata bene perché abbiamo fatto 4 gol, ma dovremo crescere tanto su questo aspetto”. Per ora è tempo di godersi la gioia, di squadra e personale: “Il gol lo dedico alla mia famiglia, era in tribuna e c’era anche la piccolina -gli brillano gli occhi- ed è bello condividere con loro queste gioie, sono importanti per me. Poi lo deduco anche al magazziniere, aveva pronosticato il mio gol. Sono andato oltre” sorride. I punti in classifica sono 16, ma guai a soffrire di vertigini: “Non ci pensiamo, è presto: ora pensiamo al Brescia, lunedì si gioca”. Parole da capitano: ora Migjen Basha è pronto a prendersi il Bari.

Luca Guerra

Nato un anno prima della caduta del Muro di Berlino, mi piace rompere gli schemi dell'informazione. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista pubblicista, scrivo quando e in ogni modo possibile: il sedile di un treno o il banco di un fast-food sono ottime scrivanie alternative. Il giornalismo la passione di una vita, il calcio come stella polare di questa passione.

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