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Ibrahimovic: “Senza adrenalina non si raggiungono i grandi traguardi”

In serata, su Rai 3, al programma televisivo Che Tempo Che Fa, Zlatan Ibrahimovic è stato ospite del conduttore e giornalista Fabio Fazio per parlare del suo nuovo libro: “Adrenalina, di Cairo Editore.

Nel libro, con sottotitolo “My untold stories, Ibrahimovic ha raccontato appunto alcune storie inedite, sconosciute ai suoi fan, tutte però con lo stesso comune denominatore: l’adrenalina, che lo ha spinto a dare sempre il massimo.

 

 

“L’adrenalina è sempre necessaria”

A quest’età cerco sempre l’adrenalina per arrivare ai miei obiettivi. Senza l’adrenalina non arrivo a raggiungere i miei traguardi, a spingermi così in là a 40 anni“, è così che ha esordito Ibrahimovic, spiegando la scelta del titolo del suo nuovo libro.

 

 

Lo svedese, poi, ha continuato il discorso parlando anche del suo Milan, ovviamente: “Martedì una grande partita (contro il Liverpool, ndr), speriamo di tirar fuori l’adrenalina. Nessuna scaramanzia, io sono più forte della scaramanzia“.

Non si è parlato solo del presente del Milan, però, ma anche della sua crescita netta da quando Zlatan è tornato a vestire rossonero: “Non è solo merito mio, è merito di tutti, del mister. Il Milan è tornato dove doveva essere. Poi, certo, quando Ibra firma, porta magia“, citando alcune delle parole dette molto di recente.

Poi, anche un accenno di passato in rossonero, ricordando il suo vecchio presidente: “Ricordo che Berlusconi desiderava sempre che mi tagliassi i capelli. Io gli dicevo che non avrei potuto tagliarli, perché la mia forza è nei capelli. Anche per questo ho fatto la coda: più lunga è, più forte sono (ride, ndr)“.

 

 

L’infanzia di Ibra

Non ho avuto un’infanzia difficile, non voglio esagerare. Però ho avuto le mie difficoltà e certe cose mi hanno fatto crescere così come sono oggi. Ho sempre creduto in me stesso, anche se in tanti erano contro di me. In Svezia non mi sono sentito il benvenuto ma sono andato contro tutti e mi sono creato un ambiente buono intorno a me. Tutto con la voglia di non mollare, così ho fatto io

Un ricordo particolare e simpatico, poi, lo ha confidato sul Balkan, squadra dov’è cresciuto da bambino. In una foto, Ibra compariva come difensore: “Ho giocato anche come portiere perché non mi piace il nostro portiere. Gli dissi: «Spostati, che me la vedo io» (ride, ndr)“.

Redazione

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