Categories: Interviste e Storie

Dal provino trovato sui volantini al viaggio in Blablacar: la storia di Huard

Matthieu Huard è l’acquisto a sorpresa del Brescia, arrivato dopo il gong della chiusura dello scorso calciomercato estivo. Questa, poi, è solo l’ultima storia della carriera del calciatore francese classe 1998: dagli annunci letti sui volantini, fino ai passaggi in Blablacar per raggiungere l’Ajaccio da svincolato, per poi finire a Brescia. 

A ogni trasferimento di mercato, Huard ha scritto una particolare storia da raccontare. Tutto, però, nasce sempre dal sogno di giocare a pallone, realizzatosi sul filo delle coincidenze più incredibili.

HUARD, SBOCCIATO NELLA SCUOLA DEL RENNES

Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo 5 anni nella mia piccola città, Chapelle-des-Fougerez. Mi sono ritrovato a svolgere un provino quasi per caso“. Sono alcune delle prime parole di Matthieu Huard in una vecchia intervista per il quotidiano francese Onze.

Già, perchè al Rennes – squadra dove è cresciuto – Matthieu non ci è arrivato solo per merito suo: “Mio fratello stava leggendo il giornale con mia madre e ha visto l’annuncio di alcuni provini da svolgere per lo Stade Rennais. Quindi, ci sono andato. Ero troppo emozionato, volevo andare allo stadio a giocare ed essere preso“.

Mi hanno selezionato subito. Appena preso, giocavo come attaccante e segnavo anche tanto. Poi, all’epoca, siccome ero tra i più grandi in media, mi spostarono dietro e pian piano mi stabilizzai sempre di più sull’asse di sinistra“.

Poi, Huard ha concluso il suo racconto sul periodo al Rennes ricordando due illustri compagni delle giovanili: “Sono cresciuto con Ousmane Dembele ed Eduardo Camavinga, sono due fenomeni. Con il primo ho giocato per tre anni nelle giovanili, sulla stessa fascia: io dietro e lui davanti a sinistra, ci siamo seguiti per tutta la nostra formazione. Camavinga, invece, è più timido, il suo valore è esploso a poco a poco“.

LA NUOVA OPPORTUNITÀ COLTA… IN BLABLACAR

L’esperienza con il Rennes non si è chiusa nel migliore dei modi: lasciato in scadenza di contratto, e “senza essere aiutato nel cercare una nuova squadra” – sostiene il calciatore. Ad ogni modo, c’erano lo stesso delle squadre interessate a lui.

Nell’estate del 2019 ero senza club e cercavo una nuova sfida. Mi stavo allenando da solo mentre il mio agente trovava qualcosa per me“, ha continuato a raccontare Huard nella stessa intervista.

Un giorno il mio agente mi chiamò e mi disse: «Potrai fare un provino per l’Ajaccio, ma è necessario che tu sia domenica in hotel con il gruppo, affinché tu possa giocare la partita di martedì contro il Pau». Dunque, presi i biglietti per arrivare la domenica a Biarritz, sede del ritiro dell’Ajaccio“.

 

Il venerdì alle 17, però, mi richiamò e mi disse: «Mat, questa sera devi essere a Biarritz con il gruppo dell’Ajaccio per la cena». Io mi trovavo ancora a Rennes e gli spiego che era impossibile arrivare a Biarritz in 3 ore. Inoltre, avevo preso i biglietti per domenica“.

Allora il mio agente mi rispose: «Va bene, arriva domani mattina da loro per la colazione». Ho cercato un modo per arrivarci e alla fine ci sono andato con BlaBlaCar (un noto servizio web adatto a organizzare viaggi condivisi in automobile, ndr). Ho fatto nove ore di macchina, è stato orribile“.

“Quella mattina arrivai con gli occhi di fuori e andai a sbattere contro il pullman prima di entrare nell’albergo“. Così il terzino, oggi 23enne, concluse il racconto. Cosa non si fa per il calcio.

I NUMERI DI MATTHIEU HUARD

Le ultime due stagioni sono state le uniche giocate da calciatore professionista finora. Entrambe giocate con la maglia dell’Ajaccio, in Ligue 2, squadra che gli ha dato tanto e a cui deve tanto per la sua nuova partenza, dopo l’addio silenzioso al Rennes.

 

Matthieu Huard, dopo aver giocato in totale 57 partite con i francesi, ha firmato per il Brescia di Filippo Inzaghi dopo essersi svincolato per non essere riuscito a chiudere l’affare in tempo per la chiusura del calciomercato italiano. Un altro dei suoi modi particolari di finalizzare un trasferimento, ancora a lieto fine. 

A cura di Lorenzo Gentile

Lorenzo Gentile

Classe 1996, nato a Napoli con il desiderio di girare il mondo, stadio dopo stadio, cresciuto con il sogno di commentare le partite più strane, più ricche e magari anche quelle più grandi. Oltre alla telecronaca, adoro il mondo segreto e misterioso del calciomercato. Lascerei il giornalismo solo per allenare in prima persona, forse. Mi sento un leader gentile (di cognome e di fatto, come dico sempre) ma sempre carico di passione e voglia di migliorarsi

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