Certi amori non finiscono mai, soprattutto se ti chiami Fatih Terim e se dall’altra parte c’è il Galatasaray. Troppo brutta l’ultima esperienza in panchina per l’Imperatore che, non solo non è riuscito a qualificare la sua Turchia ai mondiali, ma che si è trovato addirittura costretto a salutare la Nazionale in seguito ad una rissa scoppiata in un ristorante. Fermo da agosto, l’allenatore turco sentiva il bisogno di tornare su un campo da calcio. E ad accoglierlo c’è ancora la squadra di Instanbul, sulla cui panchina Terim ritorna per la quarta volta. Prima la lunga parentesi da calciatore, undici stagioni, più di 400 presenze e 27 gol. Poi le prime esperienze da allenatore, che risalgono ai periodi 1996-2000, 2002-2004 e 2011-2013. In bacheca sei campionati, due Coppe di Turchia e una UEFA (1999/2000), abbastanza trofei per farne il tecnico più vincente del paese. Già, perché al Galatasaray devi essere perfetto. Ne sa qualcosa Igor Tudor, esonerato ieri dopo la sconfitta in casa dello Yeni Malatyaspor nella sedicesima giornata della Super Lig turca. Non è bastato all’ex juventino, dunque, il secondo posto in classifica, a pari merito con i rivali del Fenerbahce e ad un solo punto di distanza dalla capolista Basaksehir. In certi posti si conosce solo un comandamento, vincere. E per questo motivo è stato richiamato alla guida l’Imperatore. Lui sa come si fa
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