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Il calvario di Hazard: da nuovo CR7 a peso per il Real Madrid

Era il 13 giugno 2019. Eden Hazard, ’7’ dorato stampato sulle spalle, palleggiava come una foca per i 40.000 tifosi del Real Madrid accorsi al Bernabéu. Non erano lì solo per vedere il loro nuovo gioiello da oltre 100 milioni, erano innanzitutto lì per conoscere il tanto atteso sostituto di Cristiano Ronaldo, che un anno prima aveva salutato per la Juventus. Più di un filo di pancetta sotto la maglia blanca fece divertire gli avversari. Tutta invidia — risposero i madridisti — vi piacerebbe averla voi la stella più brillante d’Europa.

Non si distaccavano troppo dalla realtà: tolti i primissimi della classe, Hazard aveva dimostrato di essere veramente un giocatore superiore. Nella sua ultima stagione al Chelsea aveva segnato 21 gol e omaggiato 17 assist, stabilendosi fra l’altro come uno dei migliori giocolieri d’Europa. Utile e dilettevole: due parole che, a tre anni di distanza, sono l’esatto opposto di come definiremmo l’esperienza del belga al Real Madrid. Sono pressoché inutili i soli sei gol segnati in quasi tre stagioni, sono tristi i bollettini medici che regolarmente annunciano un nuovo infortunio, un’altra operazione. 

L’ultimo comunicato è arrivato settimana scorsa, e sa di resa. Il Real Madrid ha ceduto: Hazard si opererà di nuovo al perone. La prima operazione, nel 2020, non era andata al meglio e da quel momento il belga ha convissuto con fastidi costanti. Aveva chiesto di operarsi un anno fa, voleva arrivare integro all’Europeo, ma il club rispose che non fosse il caso di assentarsi per il finale di stagione. Oggi che Hazard è un fantasma non solo di sé stesso, ma anche per Ancelotti, il Real ha deciso di chiudere questo capitolo una volta per tutte. Che si operi, allora: in tribuna o su un lettino d’ospedale il suo impatto sarà malauguratamente lo stesso.

Senza pace

Tempo di recupero: un mese, un mese e mezzo. L’avrebbe probabilmente fatto comunque per scelta tecnica, ma adesso siamo sicuri che salterà anche le sfide di Champions per lui tanto care contro il suo Chelsea. Nulla di nuovo: in quasi tre stagioni nel Real Madrid ha patito 14 infortuni che l’hanno tenuto fuori per 539 giorni. O circa 80 incontri, più di quelli giocati (65, con una media di 50’ a partita). Mentre, a proposito di Chelsea, transfermarkt calcola che in sette anni in blues il belga abbia perso appena una ventina di partite. Hazard potrebbe benissimo essere il calciatore più sfortunato d’Europa, oggi.

Questa stagione, prima della decisione di passare sotto i ferri, però, sembrava che potesse rappresentare un valore aggiunto. Invece è rimasto quasi sempre seduto in panchina, a guardare quel Vinicius fare tutto quello che i madridisti si aspettavano da lui. Ancelotti non gli ha mai chiuso le porte, anche di fronte alle punzecchiature dei giornalisti spagnoli, ma l’ha spiegato chiaramente: col brasiliano non c’è competizione, e se lui non è disposto ad adattarsi a destra, non c’è mano che l’italiano possa dargli.

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Caduta libera

Doveva essere il nuovo CR7, quello che dopo un anno di purgatorio avrebbe riportato il Madrid in paradiso. Oggi Hazard è un vago ricordo di quello che era, ma soprattutto un peso per il suo club. Marca sostiene che vorrebbero liberarsene: troppi 15 milioni netti per un solo un solo gol e appena 877’ in campo in questa stagione. Ad occhio e croce non sarà facile. Tre anni fa valeva 115 milioni di euro, quelli che il Real aveva messo sul piatto per costruire una nuova era di successi. Oggi transfermarkt stima che il trentunenne di milioni ne costi 16. Tanto vale il ricordo di un calciatore fenomenale: oggi di Hazard è rimasto solo quello.

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Antonio Cefalù

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