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Hamrin: “Kalinic? Scelta quasi assurda, ma è bello sapere che i soldi non comprano tutto”

Ex di Juventus, Fiorentina, Milan e Napoli, Kurt Hamrin, con 190 reti in serie A e oltre 300 in carriera, può permettersi di dare giudizi e consigli a tutti. In particolare a tre suoi “pupilli” come Sarri, Chiesa e Tonelli, cresciuti in momenti diversi della sua lunghissima esperienza italiana. Si parte da Sarri:

“Anni Settanta, io sulla panchina del Figline e Maurizio in campo” – si legge nelle pagine de La Gazzetta dello Sport Grande fisico ma piedi scarsi. Il Sarri calciatore nasce come difensore centrale. Cattivello. Sicuramente duro. Avrei voluto trasformarlo in centravanti. Un bomber di potenza. Al termine della stagione fu chiaro che io non potevo fare l’allenatore e Sarri non era nato per giocare a calcio. Adesso i tre allenatori che mi piacciono di più sono Sarri, Conte e Allegri. Tutti sono partiti dalla gavetta, lottando per evitare la retrocessione o per salire di categoria. Sono lezioni di vita che ti rendono più facile confrontarti con i campioni”.

Tanti complimenti per il Napoli: “Degli azzurri mi piace la facilità di andare in gol. Scommettete che riuscirà a fare 2 o 3 reti anche al Real Madrid? Il problema è che potrebbero non bastare. Contro il Milan ho visto qualche problemino in fase difensiva. Sarri si lamenta? I toscanacci sono degli inguaribili brontoloni. Non è possibile cambiarli. Mertens è bravo. E mi piace anche Insigne. Ma quello che mi fa impazzire è Hamsik. Un attaccante vive di rendita con un fenomeno simile alle spalle. Tonelli? L’ho visto crescere. Un guerriero. A dieci anni già si vedeva che era da serie A”.

Hamrin ha visto crescere anche Federico Chiesa: “Lo accompagnava al campo babbo Enrico. Parlavo spesso con lui di calcio ma mai del figlio. Non voleva che fosse diverso dagli altri bambini. Si vede che Federico ha una grande famiglia alle spalle. Enrico era un centravanti, Federico è un attaccante totale. Mi ha entusiasmato nella gara contro la Juve. Ha corsa, potenza e non si vergogna a tirare in porta. Ma non guardi male l’arbitro dopo una decisione a suo sfavore. Deve restare un giocatore simpatico a tutti. Bernardeschi ha talento. Ha avuto coraggio a pretendere la maglia numero 10, che a Firenze pesa come una montagna. Contro la Juve ha trascinato i compagni. Era indemoniato come tutta la squadra”.

Su Sousa e Kalinic: “Non ho ancora capito come Paulovoglia far giocare la squadra. Kalinic? E dire che in Cina avrebbe trovato Cannavaro, che lo avrebbe aiutato ad ambientarsi. Quella di Kalinic è una scelta quasi assurda, ma è bello sapere che i soldi non sempre comprano tutto. Ora gli auguro di vincere qualcosa con la Fiorentina. Magari una Coppa“. In chiusura d’intervista un pronostico: “Napoli-Fiorentina finisce con tanti gol. Il Napoli è favorito. L’assenza di Gonzalo Rodriguez rende più pericolosi gli attaccanti di Sarri. La Fiorentina non ha un muro dietro“.

Redazione

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