Chiamatela pure ‘InzaghiLandia‘: questa Lazio è puro divertimento, è spettacolo. Esalta e convince. Bellezza mai fine a se stessa, ma sempre al servizio del risultato. La squadra di Inzaghi sta riscrivendo la storia, aggiorna statistiche e frantuma record ad ogni partita giocata. Fiera del gol anche contro la Samp: 4 a 0 senza storia, solo puro senso estetico. 117 gol stagionali, 83 solo in campionato (miglior attacco della serie A): in nove occasioni è andata a segno almeno 4 volte, solo nell’ultimo mese ci è riuscita con Benevento, Fiorentina e Sampdoria. Non solo, per 15 volte ha segnato almeno 3 reti. Numeri fuori di testa, statistiche in continuo aggiornamento. Questa Lazio è diventata il metro di paragone per le future generazioni biancocelesti. Inzaghi alla Zeman, anzi forse anche meglio. A forza di goleade è riuscito a cancellare anche il record della Lazio scudettata di Eriksson, arrivata nella stagione 1999/00 a quota 109 gol stagionali. Merito di un sistema di gioco capace di esaltare le caratteristiche dei singoli. Dalla difesa all’attacco: nessuno escluso. Non è un caso se fin qui sono stati addirittura in 15 a realizzare almeno un gol in stagione.
Pensi ai gol e viene in mente Ciro Immobile, inevitabile. Poi guardi i numeri, e a quota 6 reti c’è un difensore. A giugno saluterà tutti e farà le valigie, intanto de Vrij continua a segnare per la Champions. Strano il destino dell’olandese, arrivato come il miglior difensore del Mondiale 2014 e pronto ad andarsene come uno dei migliori della Serie A. Paradossi di una stagione esaltante. Con la Samp ha messo a segno il sesto gol stagionale, portandosi al quarto posto nella classifica dei migliori marcatori biancocelesti e diventando il miglior difensore goleador d’Europa insieme a Naldo. Piccola curiosità: segna con il cento per cento di media realizzativa. Sei tiri nello specchio, altrettanti gol. A fargli compagnia c’è anche Bastos, autore di 5 reti. E alla cooperativa del gol dalla difesa con la Fiorentina si è aggiunto anche Careces. Risultato: 14 gol totali e retroguardia biancoceleste prima in Europa per reti realizzate, davanti anche all’Arsenal fermo a 13.
Meglio di Miroslav Klose, meglio di Pandev e con Rocchi nel mirino. Meglio anche di Chinaglia se si considerano i gol totali in una sola stagione. Ciro Immobile in due anni si è preso la Lazio. Anzi, ne è diventato il simbolo, è entrato dritto nella sua storia. Lo dicono i numeri: è uno dei migliori attaccanti che abbia mai indossato la maglia biancoceleste. Con la doppietta alla Samp si è portato a quota 41 gol stagionali, diventando il giocatore ad aver segnato di più in una singola stagione nella storia della Serie A (superate le 39 reti di Dzeko della passata stagione). Vuole sempre fare gol, non ci sta a restare a secco. Gli era successo nel derby e con la Fiorentina, quando è uscito dal campo contrariato. Con la Samp ha ripreso a correre, ha tenuto a distanza Icardi nella classifica marcatori della Serie A e agganciato Messi nella corsa alla Scarpa d’Oro. Ciro vuole essere incoronato re del gol. Potrebbe riuscirci, intanto continua a frantumare record. Eccone un altro: con Luis Alberto forma la coppia più prolifica della storia della Lazio, superando… se stesso. Ci era già riuscito la passata stagione in coppia con Keita, quest’anno è riuscito a superarsi. Merito anche dello spagnolo, vera rivelazione della stagione biancoceleste. Un anno fa voleva smettere col calcio, ora sogna il Mondiale. In Russia ci andrà sicuramente Milikovic-Savic, che con la rete di oggi ha raggiunto la doppia cifra in campionato. Gol, spettacolo e fantasia: è questa la ricetta per puntare la Champions.
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