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Gol? Si, no, poi ancora si. La VAR non convince, Modric: “Non mi piace, questo non è calcio”

James per Ronaldo, tiro e gol. 2-0 Real e partita chiusa. Nulla di irregolare, sembrerebbe. Il neo Pallone d’Oro esulta e tutti lo vanno ad abbracciare. Poi un fischio, è l’arbitro Enrique Cáceres che ferma tutto. ll paraguaiano che aveva in un primo momento convalidato, su suggerimento “dalla regia VAR” torna indietro: gol non valido, Ronaldo è in fuorigioco. Gesto del televisore con le mani e calcio di punizione. Increduli i giocatori del Real Madrid vanno a protestare, ma inutilmente. Il gioco riprende, ma dopo pochi secondi un nuovo fischio. Nell’auricolare di Enrique Cáceres è arrivato il secondo aiuto: non c’è fuorigioco, il gol è valido. Nell’incredulità generale l’arbitro prende la palla con le mani e la porta verso il centro del campo. 2-0 Real. Ora sì. Davvero.

Dopo il rigore convalidato nell’altra semifinale del Mondiale per Club, grazie alla Video Assistant Referee, quest’oggi è arrivato il primo “problema” della nuova tecnologia. Tutto nasce da un gol giustamente convalidato dall’arbitro e accettato dagli stessi giocatori in campo, dove però è dovuta (o forse voluta) intervenire la VAR: sembra esserci fuorigioco di Cristiano Ronaldo. Ovviamente, consigliato dagli assistenti e aiutato dalle immagini, l’arbitro non ha potuto far altro che annullare, salvo poi tornare sui suoi passi (confermando quanto visto dai suoi occhi) dopo una seconda analisi “della regia”. Una confusione, con errore, che ha forse messo in luce, per la prima volta, i difetti della nuova tecnologia: troppi occhi e troppe immagini possono portare ad un eccesso di valutazione. Ma anche l’ambiguità dei campi di applicazione di questa tecnologia. E proprio un protagonista dell’azione, Luka Modric, non ha usato parole tenere per esprimere un primo giudizio: “Io non so che cosadire. È una cosa nuova, ma non mi piace, crea un sacco di confusione. Per me non è calcio e non mi piace. Dobbiamo concentrarci sul gioco, nel nostro calcio e vedere quello che succede. La prima sensazione non è buona”. Bocciato? No, rimandato almeno dai giocatori.

Marco Juric

Aspirante scriba, si avvicina al calcio giocato grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.

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