Da piccolo si allenava scalzo e non certo per una questione di necessità. Per ‘meritarsi’ di indossare gli scarpini ai piedi doveva prima superare delle dure prove di abilità: 1000 palleggi senza mai far cadere la palla con il piede destro, poi il sinistro e ancora altri numeri del genere. Alla JMG Academy in Belgio – stessa ‘scuola’ frequentata in passato da Yaya Touré – funziona così: sedute di lavoro dure, ‘particolari’, rigore massimo e istruzione. Ti insegnano a diventare professionista, prima ancora che calciatore. E Sofian Kiyine, centrocampista classe 1997 di proprietà del Chievo Verona ma in questa stagione in prestito (con diritto di riscatto e controriscatto a favore del club gialloblù) alla Salernitana, è un professionista esemplare. Perché per arrivare in alto solo il talento – che a questo ragazzo dotato di triplo passaporto italiano, belga e marocchino non manca di certo – non basta, serve anche disciplina: sveglia alle 6 tutte le mattine, allenamento, scuola, ancora allenamento e poi ritorno in convitto: dalle 20:30 alle 20:45 un veloce saluto telefonico a mamma Loredana e papà Radouan, poi alle 21 smartphone ‘sequestrato’, luci spente e tutti a letto. Dai 10 a 14 anni, la vita di Sofian Kiyine è stata questa
Pane, calcio e disciplina. Oltre al talento, puro. Kiyine viene acquistato dallo Standard Liegi, poi la chiamata – irrinunciabile – da Verona sponda Chievo, dove approda da svincolato nell’estate del 2015: contratto fino al 2020 e primi due anni di apprendistato in Primavera. Allenatore Lorenzo D’Anna, oggi sulla panchina della prima squadra del club gialloblù: rapporto stretto, strettissimo. Il feeling tra i due è speciale, qualcosa in più rispetto a un allenatore e un talentuoso numero 10. Un segnale importante anche in vista futuro: perché il ragazzo, che la scorsa estate si è trasferito alla Salernitana in prestito con diritto di riscatto (2 milioni di euro) e controriscatto (solo 50 mila euro in più) a favore del club gialloblù, ha dimostrato di saperci fare eccome. 23 presenze, due gol (uno contro l’Avellino nel derby), tre assist, giocate d’alta scuola e duttilità tattica: esterno in un 3-5-2, trequartista, ora mezz’ala. Un talento, quello di Sofian Kiyine che inizia a sbocciare con velocità impressionante: il Ct del Marocco lo ha inserito nei 35 pre-convocati per Russia 2018, unico giocatore nell’elenco a militare in un campionato di Serie B. Sogno Mondiale mai così vivo: ma se così non sarà nessuna delusione, testa bassa e ancora lavoro. Al Chievo (con cui ha già esordito in Serie A) se deciderà di puntare su di lui come sembra – primi contatti (il ragazzo è seguito dallo studio Malagnini, che da anni collabora nella gestione dei calciatori con la Fedele Management) per il rinnovo del contratto già avviati – o alla Salernitana, dove Sofian si è trovato benissimo.
Se il nome di Sofian Kiyine inizia a farsi largo settimana dopo settimana in Italia grazie alle sue prestazioni con la Salernitana, in Belgio – paese dove è nato e cresciuto – e in Marocco, dove è capitano e numero 10 della Nazionale Under 23, il calciatore ha già raggiunto livelli di fama importanti: la scorsa settimana è stato uno dei cinque finalisti per il premio ‘Le Lion Belge’ destinato al miglior calciatore marocchino-belga che ha visto arrivare al primo posto Marouane Fellaini. E in patria il paragone con il centrocampista del Manchester United è già abbastanza diffuso e non solo per la capigliatura. Un onore per Sofian Kiyine, che ha come idolo assoluto Zinedine Zidane e come hobby principale la PlayStation: ore e ore trascorse a giocare con gli amici a Fortnite e a Fifa, poi un immancabile giro sui social, altra passione del ragazzo. Niente tatuaggi né orecchini, unico vezzo la capigliatura alla David Luiz, come da lui stesso ammesso. E un sogno ben chiaro in mente: arrivare in alto, con passione, lavoro e sacrificio. Gli insegnamenti della JMG Academy d’altronde non si dimenticano così facilmente.
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