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Giulia Pezzotta torna al Brescia: “E’ casa mia!”

Essere una bandiera oggi, nell’era in cui la legge di (calcio)mercato è sempre quella del più forte, non è un’attitudine di molti. Ma qualche eccezione c’è. Una si chiama Giulia Pezzotta, attaccante classe ’98 del Brescia Calcio femminile. Il club, che ricomincerà il suo percorso dall’Eccellenza dopo aver ceduto il titolo sportivo all’Ac Milan Femminile, ha annunciato il ritorno della giocatrice qualche giorni fa.

Non sono serviti a nulla i corteggiamenti di alcuni club di Serie B: l’unica maglia che esiste, per Giulia, è quella delle Leonesse, che tifa da quando è bambina.

“Ricordo che quando ero piccola prendevo a calci tutto. Credo sia quasi una questione ereditaria la mia: mio nonno giocava nell’Atalanta, mio padre ha sempre amato questo sport. A 6 anni ho iniziato al Grassobbio e a 11 mi sono trasferita al Brescia. Da quel momento le nostre strade si sono unite per dividersi solo l’anno scorso, quando sono stata ceduta in prestito al Fiammamonza. Oggi posso dire di essere a casa, pronta per una nuova sfida e convinta di far parte di un nuovo progetto”.

Il sogno di Giulia è quello di crescere ancora in questo club e costruire nuovi ricordi, ripartendo da quelli che già la legano al club: “L’esordio contro il Chieti è stato comico: sono entrata in campo nell’ultima mezz’ora e ho segnato due gol che mi hanno annullato per fuorigioco (uno giusto, l’altro no!). Una mezza delusione di cui oggi rido. Nel cuore avrò sempre la rovesciata contro il Como, ma di gol ne ho fatti tanti, soprattutto negli anni delle giovanili”.

Ci sono due punti di riferimento fondamentali nella vita da calciatrice di Giulia: la fiducia nei propri mezzi (“La tecnica e il carattere non mi mancano”) e una giocatrice che le è stata d’esempio da quando era bambina: Daniela Sabatino (“E’ sempre stata il mio idolo. Purtroppo l’abbiamo “persa”, giocherà nel Milan Femminile dalla prossima stagione, ma da tifosa rossonera ed ex compagna, sono davvero felice per lei”).

Oggi il Brescia riparte dall’Eccellenza; Giulia e compagne sono pronte a mettersi in gioco e a dare il massimo per la maglia, anche se le difficoltà del calcio femminile sono palpabili e non poter disputare un campionato guadagnato sul campo, è un boccone amaro da mandare giù. Non sarà facile, ma per costruire è indispensabile partire dalle fondamenta. Che se in architettura corrispondono ai mattoni, nel calcio di sicuro alle bandiere.

Redazione

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