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La Georgia, Kvara e Neuer: chi è “Mama” Mamardashvili

“Grazie, le faremo sapere”. Tante, troppe le porte chiuse in questi anni da diversi club europei, poi la svolta. Giorgi Mamardashvili si è preso la sua rivincita in Spagna con la maglia del Valencia e con la sua Georgia è uno dei protagonisti della storica qualificazione a Euro2024. Parlare di destino è riduttivo: “Mama” – come viene soprannominato in patria – si è fatto trovare pronto nel momento di necessità e, in soli tre anni, il suo valore è cresciuto esponenzialmente. Difficile da pronunciare, altrettanto da dimenticare: oggi, il cognome di Giorgi è sulla bocca di tutti

L’occasione di una vita

“Abbiamo dovuto aspettare 4 mesi per il “sì” definitivo. L’ho proposto a dicembre 2020 e mi hanno chiamato nell’aprile dell’anno successivo. Fino ad allora non erano convinti a Valencia. È stato molto difficile. Anche la pandemia non ha aiutato”. Queste le parole di Antonio López, agente del portiere georgiano. Sono servite alcune negoziazioni in videochiamata per convincere la dirigenza del club spagnolo a investire su Mamardashvili. Acquistato per giocare con il Valencia Mestalla – la seconda squadra – in Tercera RFEF (la quinta divisione spagnola), il portiere georgiano ha scalato le gerarchie anche, se vogliamo, con un pizzico di fortuna. La svolta, il 13 agosto 2021: Mamardashvili è stato aggregato in prima squadra come terzo portiere, Cillessen e Doménech si infortunano poco prima della gara contro il Getafe. “Mama oggi tocca a te”, Bordalas ha fiducia in lui e il georgiano la ripaga con due parate decisive: il Valencia vince 1-0 e l’MVP è proprio il georgiano.

Quasi tre anni più tardi, “Mama” entra nella storia del club spagnolo: sono oltre sessanta le presenze consecutive in Liga, superato il record di José Manuel Ochotorena fermo a 59. E sempre in questa stagione, il Valencia non perde in casa dal 27 settembre…anche per merito suo.

Lo schiaffo di Gattuso e l’idolo Neuer

Dal Caucaso meridionale alla Comunitat Valencia, Levan Saralidze – socio georgiano dell’agente di Giorgi – il fil rouge. A Mamardashvili non mancano umiltà e senso di responsabilità: un percorso di crescita che passa anche dal famoso schiaffo ricevuto da Gennaro Gattuso, suo ex allenatore. “Mama è venuto da me dopo la partita e mi ha chiesto scusa. Io gli ho dato un ceffone. Ma quale scusa? Scusa per cosa? Quella parola non esiste, ci hai salvato in tantissime occasioni. “Dimenticala”, gli ho detto”. Oltre il giocatore, l’autoconsapevolezza ma come gli ha voluto dimostrare Gattuso, fa tutto parte del gioco. 

L’idolo di una vita? Manuel Neuer. Il Valencia lo ha blindato fino al 2027 ma la clausola è di “soli” 100 milioni di euro. E intanto, i top club europei lo osservano con attenzione.

“Mama” e Kvara, la coppia georgiana

Holly e Benji per i più nostalgici, Mark Evans e Axel Blaze per la generazione Z: dalle parti di Tbilisi non si fa altro che parlare della coppia Mamardashvili-Kvaratskhelia. I due si conoscono da una vita: “Lo conosco fin da bambino: Giorgi è un ragazzo con un cuore grande, una brava persona e un portiere” racconta l’attaccante del Napoli. Un’amicizia genuina e sincera, come dimostrato dal simpatico siparietto ripreso durante il ritiro con la nazionale: “Segni solo in Italia” urla con il sorriso il portiere a Kvara. Amici fuori, eroi in campo: sono loro i protagonisti della prima storica qualificazione ai prossimi europei: contro la Grecia ai playoff, Mamardashvili para il rigore a Bakasetas. Un’intuizione che vale un europeo.

Futuro in Italia? Nel 2021, aveva parlato così ai microfoni di Grand Hotel Calciomercato: “Amo i campionati inglese, spagnolo e italiano. Su tutte ne dico due: Manchester United e Roma, vedremo…”. Ora la sua vita è a Valencia. Prima l’europeo con la Georgia e poi, forse, si vedrà. Giorgi Mamardashvili, remember the name.

Lorenzo Bloise

Classe 2001, nato nel comasco, oggi pendolare a Milano. Amante dello sport in tutte le sue sfaccettature: giocatore di provincia di basket, con il calcio mi sono limitato alla PlayStation. Cresciuto tra un doppio passo di Cristiano Ronaldo e un fadeaway di Dirk Nowitzki. Davanti alla televisione, allo stadio o al palazzetto con la stessa curiosità di un bambino. Highlights, repliche, interviste e dirette notturne: ogni scusa è buona per non perdermi nulla. La letteratura mi ha aiutato a riscoprire la bellezza e l'efficacia delle parole: le stesse che mi permettono di raccontare ciò che gli altri si limitano a guardare. Storie, anedotti e culture che si intrecciano tra di loro: per me lo sport è questo e tanto altro.

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