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Non brilla in campo, ma il De Kuip è tutto per lui: la notte di Gimenez al ritorno a Rotterdam

Santiago Gimenez, Milan (Imago)

Il racconto dell’accoglienza del De Kuip per Gimenez al suo ritorno a Rotterdam

Solo una decina di giorni fa Santiago Gimenez lasciava Rotterdam. Un addio, anche sofferto, per venire in Italia e giocare per il Milan. Il suo ritorno in Olanda, però, è avvenuto prima del previsto, ma da avversario, complice un sorteggio che sembrava scritto nel destino.

L’attaccante messicano era l’uomo più atteso della sfida d’andata del playoff di Champions League tra Feyenoord e Milan. Non è riuscito a imporsi sul campo, dove la vittoria è andata ai suoi ex compagni, che andranno a San Siro per difendere l’1-0 conquistato.

Nonostante ciò, il grande ex è stato comunque protagonista nelle notte del De Kuip, una serata dalle emozioni contrastanti per lui.

Il risultato non gli ha sorriso, ma non sono mancate le emozioni. Applausi, cori, saluti e ringraziamenti nel finale. Il Feyenoord non lo dimentica e l’ultimo tributo da quella che è stata la sua gente lo ha ricevuto da avversario.

Santiago Gimenez, Milan (Imago)

L’accoglienza del De Kuip per Gimenez

Quello che ci ha mostrato il suo ritorno a Rotterdam è che il suo addio è stato compreso dai tifosi del Feyenoord, di cui è stato eroe nelle ultime due stagioni e mezzo. Nessun fischio, per lui ci sono stati solo applausi e cori. Sia a inizio partita, al suo ingresso in campo, che al momento della sua uscita, quando all’83’ è stato sostituito da Abraham. Tutto questo prima del saluto finale ai compagni al triplice fischio. Tutto lo stadio ha voluto salutare per un’ultima volta Santiago Gimenez.

La sua è stata una notte di emozioni contrastanti. Lo sguardo serio all’uscita dal campo per un risultato non felice. D’altra parte, l’applauso e il ringraziamento al De Kuip lasciava trasparire un grande senso di riconoscenza per il club che lo ha lanciato in Europa. Non è stata, a differenza delle prime due col Milan, una partita in cui è riuscito a incidere. Ma il suo ritorno a Rotterdam rimarrà una pagina indelebile della sua storia.

Simone Solenghi

Nato nel 2003 e cresciuto a Piacenza, da sempre vivo a San Nicolò, il paese degli Inzaghi. Mi accomuna a loro la passione per il calcio, nata dalla prima volta in cui andai allo stadio con mio nonno. Con la palla non ho la stessa qualità, quindi ho preferito passare dal campo alla tastiera. Dalle telecronache delle mie partite alla playstation sono così passato ai primi articoli su Serie C e D. Il racconto dello sport mi affascina da sempre, ora sogno di farne il mio lavoro.

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