Da giocatore è stato uno dei migliori del suo ruolo, ridefinendo il concetto stesso di centrocampista e dedicando la sua carriera a quella squadra e quella maglia che ha sempre tifato sin da quando era bambino. Da allenatore ha sorpreso tutti, riuscendo sin da subito a dire la sua e raggiungendo traguardi impensabili con i Rangers di Glasgow.
Ora, però, è arrivato il momento della verità: la panchina dell’Aston Villa non solo è il trampolino di lancio giusto per la sua carriera da allenatore, ma è anche uno spartiacque decisivo per rispondere alla domanda che in molti si pongono da tempo: Steven Gerrard può davvero diventare un top anche come manager?
Sicuramente i Villans fanno al caso suo, sia per l’ambiente e la tifoseria, molto legata alle sorti della squadra, sia per i giocatori a sua disposizione che si sposano perfettamente con il suo stile di gioco, fatto di pressing in fase di non possesso e attacchi che sfruttano l’inserimento delle ali – il suo modulo preferito è il 4-2-3-1, anche se il 4-3-3 non gli dispiace.
Quello che fa più sorridere, però, è il calendario: nel giro di un mese, Gerrard affronterà due ex rivali e la squadra del suo cuore. Prima il Crystal Palace di Vieira, avversario di mille battaglie in mezzo al campo quando i due vestivano ancora le maglie di Arsenal e Liverpool, poi il Leicester di Brendan Rodgers, ex allenatore del Celtic, che Stevie G ha già affrontato più volte nell’infuocato derby di Glasgow, l’Old Firm.
Poi, l’attesissimo ritorno ad Anfield (11 dicembre, ore 16.00): lo aspetta la trasferta a Liverpool, in quello che sarà un pomeriggio per veri cuori forti. Il primo ritorno da allenatore nello stadio di una vita. Gerrard sarà sicuramente accolto benissimo dai tifosi così come sarà attraversato da mille sensazioni, ma sarà lì per fare il suo lavoro, ovvero far giocare e vincere l’Aston Villa. Proprio lui, che ha già detto, un giorno, di voler allenare i Reds. Sarebbe bellissimo poter essere nella sua testa quel giorno.
In tutto questo, ci sarà l’interessante sfida al Manchester City di Pep Guardiola. Insomma, un mese intenso, allenante e ricco di spunti, che dirà tantissimo su chi potrà diventare il Gerrard allenatore. Arriva in un club storico, con un’ottima disponibilità economica e con grandi ambizioni. Ha tutto per poter lavorare in tranquillità e supportato, non solo economicamente. La speranza è di vederlo un giorno su una grande panchina, ma è solo facendo bene al Villa Park che il suo futuro potrà infiammarsi.
A cura di Andrea Pettinello
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