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Genoa, Izzo: “Ritorno in campo fine di un incubo, seguendo Juric possiamo toglierci delle soddisfazioni. Mondiale? Ci penso”

Tre punti importantissimi, a scacciare via le nuvole. Sono quelli conquistati dal Genoa a Cagliari, primi di una stagione cominciata in salita e che ora i rossoblu sono intenzionati a cambiare. Quella di domenica, però, non è stata soltanto la giornata del ritorno alla vittoria per il Grifone, da festeggiare c’è stato anche il ritorno in campo di Armando Izzo, dopo i lunghissimi sei mesi di squalifica cominciati lo scorso dodici aprile.

“Ritorno che è stata un’emozione bellissima, perché avevo lasciato il campo con un incubo e adesso è finito tutto e sono contento. Poi è arrivata anche la vittoria e lo sono ancora di più. – le parole del difensore dal Genoa Museum, in occasione di un incontro organizzato con i tifosi rossoblu – Il primo pensiero entrato in campo? È stato quello di vincere, perché sfortunatamente sono rientrato dopo che non avevamo ancora vinto in sette partite: non ho pensato alla squalifica o al ritorno in campo, ho pensato subito che bisognava vincere per fare risalire questo Genoa”. Tre punti, segnale forte anche del fatto che i giocatori non hanno mai smesso di credere nel lavoro fatto in settimana. “Sicuramente, perché l’allenatore ne soffre. Juric è un grande professionista, un intenditore di calcio e noi siamo tutti con lui perché sappiamo cosa ci trasmette quando andiamo in campo e cosa vuole. Se faremo quello che chiede ci toglieremo davvero tante soddisfazioni”.

“Come sto fisicamente? Sei mesi di stop non sono pochi, è stato bravo Juric a tenermi sulla corda, a farmi sentire sempre parte del gruppo. Io poi ho fatto il mio allenandomi sempre giorno dopo giorno non perdendo così la condizione fisica”. Fondamentale per rendere al meglio, domenica scorsa a Cagliari e nei difficilissimi prossimi impegni con Milan e Napoli. “Le gare più belle da affrontare perché ci si confronta con squadre sulla carta più forti di noi, però ce le vogliamo giocare. Siamo una grande squadra e possiamo fare male a tutti. Il segreto per fare una buona partita a Milano? Il segreto già lo sappiamo, come abbiamo fatto già con l’Inter, magari non perdendo al novantesimo: dobbiamo rimanere lì compatti e giocare con una cattiveria dentro che alla fine bisogna vincere”.

Per dare continuità ai tre punti della Sardegna Arena e dimostrare qual è il vero Genoa. “Quello di domenica o quello delle settimane precedenti? Siamo una squadra che deve sempre rimanere concentrata e che non deve mai mollare, è lo spirito che ci chiede l’allenatore. Poi siamo noi ad andare in campo e a dover dimostrare prima di tutto di meritare questa maglia, e poi che siamo una squadra che può competere con tutti. Il nostro obiettivo? Dobbiamo pensare partita dopo partita perché non siamo sicuramente partiti bene, però come esempio prendiamo l’Atalanta che l’anno scorso in sei o sette partite non ha mai vinto e poi è andata in Europa. Quindi con grande umiltà dobbiamo stare sempre sul pezzo e credere in noi stessi, giocando senza paura e con la cattiveria dentro”. Pensando partita per partita, arma guardare troppo lontano. Anche se Izzo un obiettivo in lontananza lo ha già puntato. “Se penso al mondiale? Si e cercherò di andarci. Il mondiale è il sogno di tutti i bambini, per me significherebbe coronare un sogno e portare avanti tutto quello che di bello ho fatto”. Con la maglia del Genoa sulla pelle, con il quale pochi giorni fa ha deciso di rinnovare il contratto in scadenza 2019 allungandolo di due anni. “Ho fatto questa scelta perché ormai sono a Genova da quattro anni, nei quali sia io che la mia famiglia siamo stati benissimo. Ho deciso di prolungare il contratto perché qui sto bene e voglio dare tanto per questi colori. Pronto a diventare un leader e un simbolo di questo Genoa? Io lavoro sempre con grande umiltà non pensando a queste cose, la voglia e la fame per me vengono prima di tutto. Se metto il cuore in campo le cose vengono da sole, io voglio dare tanto e dimostrare veramente chi sono”.

A chiudere l’intervento del difensore, una battuta sul nuovo direttore generale Giorgio Perinetti. “Una persona serena e positiva, ci ha trasmesso questa sua positività in un momento difficile della squadra. Quando trasmetti serenità e positività poi le cose vengono più facili. Secondo me è un ottimo direttore, assieme ci potremo togliere tante soddisfazioni”.

Marco Bovicelli

Nato a Genova il 26 novembre del 1979, mi laureo nell'Università della mia città in Scienze della Formazione. Inizio a raccontare di pallone nel 2012 nella trasmissione "Goal Sera", sull'emittente ligure Telenord (anche se leggende metropolitane mi vogliono, microfono in mano davanti alla tv, a fare telecronache già all'età di cinque anni). Ho collaborato in qualità di redattore con fantagazzetta.it e ilpubblicista.it (testata online e cartacea con la quale lavoro tuttora). Giornalista pubblicista dal 2014, metto parole ed emozioni su Gianlucadimarzio.com dal novembre del 2013, per il quale ho iniziato seguendo quotidianamente la Sampdoria oltre a Genoa, Savona ed Entella. Sempre in viaggio, nella mia borsa non possono mancare penna, tablet e un buon libro.

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