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Pedri, Gavi: le tante partite e poi gli infortuni: c’è correlazione?

La sosta per le nazionali, ormai prossima a concludersi, è stata quanto mai amara per la Spagna e per il Barcellona. La rottura del crociato di Gavi, nella partita non rilevante ai fini della qualificazione contro la Georgia, con le “Furie rosse” già in possesso del pass per Euro2024, ha scatenato la rabbia del club, facendo tornare in auge la polemica relativa alle troppe partite.

Gavi, sempre presente fino all’infortunio. Era già successo con Pedri

Classe 2004, Gavi dalla stagione 2021/22 è diventato un punto fermo del Barcellona e della Spagna. Precisamente, 111 partite giocate con il club blaugrana in due stagioni e mezzo, alle quali vanno aggiunte le già 27 con la nazionale. Sia Xavi che Luis Enrique prima e De La Fuente ora non hanno mai fatto a meno del giovane centrocampista. Infatti, da quando gioca con la Roja, è stato messo in campo in tutte le partite.

 

Adesso lo stop è forzato, e sarà lungo. In Spagna è già impazzato il debattito tra le due fazioni contrapposte: coloro che sostengono che l’infortunio, di natura traumatica, non sia correlato con le tante partite giocate, e colore che invece ritengono solamente rischioso far disputare partite certi tipi di partite, con la qualificazione già ottenuto, preferendo invece anche un periodo di riposo.

La “questione” Gavi ha riportato infatti alla luce quella relativa a Pedri. L’altro centrocampista del Barcellona ha vissuto un caso analogo: da sempre-presente a spesso infortunato. Emblematica fu la sua stagione 2020-21, quando fra LigaCopa del Rey, Supercoppa, Champions League, Euro2020 Olimpiadi è arrivato a giocare 73 partite. Un numero record, ma forse troppo elevato. Da quel momento, infatti, per il centrocampista canario si è sviluppato un susseguirsi di infortuni (di natura muscolare), che lo hanno portato a saltare 68 partite nelle successive due stagioni e mezza. Quello delle troppe partite giocate, d’altronde, è un tema di dibattito oramai centrale nel mondo del calcio, spesso aizzato dai giocatori stessi, come Courtois, portiere del Real Madrid, alle prese proprio con un infortunio al ginocchio, che dichiarò: “Non siamo robot! Ci sono troppe partite e nessuno si preoccupa per noi”.

 

Lorenzo Vero

Nato all’ombra della Torre Pendente nel giugno del 2000 e studente di Informatica Umanistica. Bastian contrario per natura, ho iniziato a seguire il calcio perché ai miei genitori non piaceva. Sin da quando ero un bambino riempio la testa dei miei amici con aneddoti calcistici di ogni genere. Con gli anni, assieme alla barba, è cresciuta anche la mia passione per questo gioco. L’obiettivo adesso è quello di raccontare in modo veritiero (con il cognome che mi ritrovo…) e appassionante anche la meno appetibile delle partite.

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