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Il Frosinone espugna… lo “Stirpe”. Prima gioia in casa con un rigore al 103’

Primo insegnamento: mai smettere di crederci. Il Frosinone era l’ultima squadra dei primi 5 campionati europei a non avere ancora vinto in casa. Non vinceva in serie A dal 6 marzo 2016: 2-0 all’Udinese. Reti di Blanchard e Daniél Ciofani. Il primo adesso vende vestiti nella sua Grosseto, il secondo c’è ancora. Filo conduttore dal Matusa allo Stirpe. È lui a segnare il rigore che toglie un tappo lungo tre anni e che regala un filo di speranza salvezza.

 

Secondo insegnamento: il Var dà, il Var toglie. Nel primo tempo la review aveva assegnato al Parma il gol del pareggio di Barillà. Inizialmente annullato, poi convalidato. Questione di centimetri. Proprio come nel finale della partita: dieci minuti di revisioni per valutare un eventuale fuorigioco sul rigore assegnato da Manganiello. Dal 93’ al 103’, con un destino deciso lontano dall’area di rigore. Tutti in attesa di una decisione dall’alto. Perché, ricordiamolo, sui casi di fuorigioco, non spetta all’arbitro rimettersi davanti a uno schermo.

E allora, come in un racconto di Soriano, ecco il rigore più lungo del mondo. Ciofani davanti a Sepe, un arbitro e 22 giocatori nelle mani del signor Di Paolo di Avezzano. È lui a dover prendere una decisione complicatissima davanti a uno schermo e tanti replay. Ci mette tanto tempo, ma alla fine conferma. Manganiello indica il dischetto. Ciofani fa un saltello e calcia. Sepe intuisce ma non ci arriva: 3-2 e Stirpe espugnato.

 

 

 

Dieci minuti di attesa per una vittoria aspettata dall’inizio della stagione. Tre punti che arrivano in una giornata di brutte notizie dagli altri campi. Le vittorie di Empoli e Spal contro Napoli e Lazio suonano come una condanna, ma il primo insegnamento della serata vale ancora. Mai smettere di crederci, soprattutto dopo una partita conclusa con 21 tiri in porta e il 61% di possesso palla. Impossibile rassegnarsi con un Pinamonti così. Per lui quinto gol stagionale: nessuno ha fatto meglio di lui fra gli under 20. Un ragazzo del ’99 capace di fare meglio di Kean e Zaniolo, una promessa mantenuta e destinata ad altri palcoscenici molto presto.

 

Forse non basterà neanche lui per salvare un Frosinone che ha otto punti di ritardo dall’Empoli quartultimo. Tanti, ma il ricordo del miracolo Crotone è ancora vivo. Gli abbracci a fine partita raccontano una speranza che sembrava sopita. Lo stadio esulta. Non succedeva dal 16 giugno, giorno di Frosinone-Palermo. Nella stessa porta violata da Ciofani, Ciano segnò il gol promozione. Più di nove mesi per partorire una nuova gioia, otto giornate per costruire un miracolo.

 

Anche il Parma guarda quella porta e ripensa al destino. È la stessa che gli regalò una clamorosa promozione a distanza: gol di Floriano all’89’, pareggio del Foggia, mentre a La Spezia Ceravolo e Ciciretti firmavano una vittoria che sembrava inutile e invece volle dire serie A.

Improvvisamente “il rigore più lungo del mondo” riporta il Parma in posizione pericolosa. Sei punti sul Bologna terzultimo, in attesa della sfida dei rossoblù con l’Atalanta. I sogni europei sono un lontano ricordo, il calendario invita alla calma, l’infermeria induce alla preoccupazione.

Speranze e timori di una notte in Ciociaria. Verrà ricordata per un rigore infinito e per l’attesa di un piacere. O di un dispiacere. Dieci minuti che potrebbero valere una stagione.

Claudio Giambene

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