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Frosinone-Latina, Dionisi show: doppietta e derby vinto

Un anno di attesa. Un anno in cui il Frosinone ha respirato l’aria della Serie A. Tanto è durata l’attesa per il ritorno del derby tra Frosinone e Latina, la partita più attesa della stagione. L’aspettavano tutti, i tifosi, le due città ma soprattutto lo Stadio Matusa, che oggi pomeriggio ribolliva di amore, tensione e rivalità. Da una parte la Curva Nord del Frosinone, interamente colorata di gialloblu, dall’altra il settore ospiti nerazzurro, gremito da oltre mille tifosi arrivati da Latina. Un derby di Serie B che di cadetto ha solo la categoria delle due squadre, perché lo spettacolo delle due tifoserie è stato da Serie A. E la partita, non ha deluso le attese.

Primo tempo soporifero, con solo due vere occasioni da rete. Prima il gol annullato al Latina su colpo di testa di Acosty, poi al 37’ un tiro di Ciofani che mette paura a Pinsoglio. Il resto? Tanti falli, pochi tiri e molta tensione. Poi nel secondo tempo la svolta, con Dionisi unico protagonista. Sei minuti e porta in vantaggio il Frosinone. Tiro dai 25 metri e Pinsoglio battuto. Matusa che esplode e l’attaccante che fa cento metri di campo per esultare sotto la Curva Nord. Da quel momento la partita si accende. Il Frosinone spinge per chiudere la partita e al 18’ passa ancora. E con chi? Dionisi, ovviamente. Quarto gol in tre derby in Serie B, diventando a tutti gli effetti la bestia nera del Latina. La partita da lì in poi si spegne. Il Frosinone mantiene il risultato fino all’87 quando Acosty accorcia le distanze, con l’unico sussulto del Latina.

Alla fine sono tre punti per il Frosinone. Terzo derby in Serie B con il Latina e terza vittoria. La corsa alla promozione può iniziare proprio da questa vittoria, dopo la sconfitta di Brescia alla seconda giornata. Il Latina? Tanta volontà ma poche idee. La rosa è giovane, soprattutto in alcuni ruoli cardine, e può crescere nel corso della stagione, ma l’avversario di oggi era davvero troppo per i ragazzi di Vivarini. Prossimo appuntamento? A febbraio, per il ritorno, quando i punti inizieranno a pesare davvero.

Gianluca Di Marzio

Ci ho messo più di trent'anni per tornare dove sono nato. Non conoscevo le strade, non sapevo a memoria le vie, ricordavo solo il nome della clinica -Villa Stabia- dove mia madre mi aveva dato alla luce. Più di trent'anni sì, non proprio un figlio modello per la mia città, Castellammare di Stabia, una trentina di chilometri da Napoli. Lì sono nato il 28 marzo del 1974, sono Ariete per gli amanti dei segni zodiacali, non chiedetemi l'ora e comunque non sono un fanatico degli ascendenti.

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