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Focus Albinoleffe – Giacchetta e Alvini: “Dalle difficoltà di agosto ad oggi, che percorso! Il successo è un viaggio…”

Spesso si tende a trascurarla, in nome di una gerarchia calcistica che la colloca al terzo posto, eppure presenta storie e incroci davvero unici. La Lega Pro, quel locus così sui generis dove vecchie realtà e giovani favole si incontrano. Dove il paesino di mille abitanti sfida la città di centomila. Dove la geografia calcistica spazia dalla punta più estrema della Sicilia a Bressanone. E per andare ancor più nel romantico… Lega Pro, quel locus dove le favole esistono davvero.

Periferia di Bergamo, stadio Atleti Azzurri d’Italia. Maglia monocromatica, tutta azzurra. Nata – per fare un po’ di storia calcistica – dalla fusione tra Albino e Leffe. Uno più uno, giù il sipario…ecco l’Albinoleffe! Trentasette punti in classifica, decima posizione, zona playoff e domenica lo scontro diretto con la Feralpisalò. Favola? A giudicar dai trascorsi in Serie B, sarebbe forse più opportuno sostituire siffatta locuzione con un’altra più pragmatica e meno romantica. Favola, invece. Al di là di ogni ragionevole dubbio. Un’estate difficile, travagliata, piena di incertezze. Una squadra costruita in sette giorni, sette. ‘Ci salviamo, non ci salviamo, affidiamoci alla Divina Provvidenza’ (che poi – seguendo il Manzoni – non deve abitar molto lontano da qui).

“Siamo usciti bene da una situazione estremamente difficile”, il commento del direttore sportivo Simone Giacchetta ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com. Tranquillo, pacato, sorridente. Tre diktat imprescindibili da queste parti. “Facciamo sei, aggiungiamo umiltà, quotidianità del lavoro e condivisione”. Annuisce dalle retrovie Massimiliano Alvini, la sua poi è una favola nella favola. E lui a quella frase lì, ‘prima di vedere l’arcobaleno bisogna affrontare la tempesta’, è particolarmente affezionato.

Il 4 agosto hanno bocciato la nostra domanda di ripescaggio. Disperazione, delusione, imbarazzo… potete immaginare! Non potevamo nemmeno fare i contratti, eravamo totalmente bloccati. Non mi scorderò mai quel giorno, siamo andati a fare un’amichevole contro il Ciserano ed era difficile anche solo lontanamente pensare al campo”. Poi, finalmente, smette di piovere. Torna a splendere il sole, non ancora il sorriso per quello ci vorrà ancora un po’. Ma chi lo dice, d’altronde, che le migliore gioie son quelle che arrivano subito? Il 10 agosto è nata l’Albinoleffe 2.0 con il definitivo ripescaggio. Il momento più significativo, però, è la prima vittoria in casa contro il Mantova”. La semplicità con cui raccontano Giacchetta e Alvini è, forse, il segreto più bello. ‘Possim contentus vivere parvo’. La bellezza della semplicità, la soddisfazione nelle piccole cose. Ideali importanti, in un mondo ormai proiettato agli antipodi: ai fantamilioni, al successo hic et nunc.

La cosa della quale sono più orgoglioso – conclude Giacchetta – è che siamo riusciti a costruire un gruppo di uomini veri. Abbiamo tutti fame e voglia di dimostrare. L’Albinoleffe ha grandissime potenzialità e possibilità di sviluppo. Con questo presidente ha già sfiorato la A”.

Un paio di assist niente male per Alvini, l’allenatore Re Mida. In Toscana, la sua terra, è noto così per le tre promozioni consecutive con il Tuttocuoio. Dal calcio amatoriale alla Lega Pro, Alvini ha allenato in tutte le categorie. “E non voglio fermarmi proprio ora, ho il fuoco dentro. Ringrazierò sempre Giacchetta e il presidente per questa opportunità che mi hanno dato, io avevo voglia di rimettermi in gioco e di provare un’esperienza fuori dalla mia Toscana”. Poi, però, una puntualizzazione doverosa: “Ma comunque, come ogni anno, il 2 luglio sarò a Siena per il Palio che è una delle cose che amo di più”.

E, allora, tanto per rimanere in tema: questa Albinoleffe può arrivare da protagonista al bandierino? “Io sono sempre stato dell’idea che il successo non sia una destinazione, ma un viaggio da fare attraverso tanto lavoro e umiltà”. Le sue parole trasudano passione e voglia. Di mettersi in gioco sempre e comunque, di provare emozioni e soddisfazioni. Perché se lotti tanto per una cosa, poi quando la ottieni la apprezzi il triplo. Spirito di sacrificio estremamente noto ad Alvini, che fino a qualche anno fa lavorava come rappresentante di suole per calzature. Poi ha lottato, sgomitato centimetro dopo centimetro per trasformare la sua passione nel suo lavoro. “E ora sono felice, la mattina mi sveglio con il sorriso. Qui ho trovato gente splendida, strutture fantastiche, tutto perfetto per far bene. Io ho un obiettivo e non mi nascondo: spero di arrivare in B con l’Albinoleffe. So dove siamo partiti e con quali difficoltà: il direttore Giacchetta ha dovuto costruire la squadra in una settimana. Ma so anche che con lavoro e umiltà nulla è impossibile, l’ho provato sulla mia pelle…”.

Da un sorriso all’altro. Di quelli che parlano, trasmettono, rivelano. Libertà e soddisfazione. Virtù uniche quando – come in questo caso – arrivano dal saper apprezzare le piccole cose…

Lorenzo Buconi

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