Vincenzo Italiano, allenatore della Fiorentina, si è raccontato in un’intervista a La Stampa. Il momento in cui ha capito di voler guidare una squadra e il suo rapporto con il club viola, sono tanti i temi toccati. “Firenze è diversa, la maglia qui è una ragione di vita“.
Vincenzo Italiano ha cominciato parlando del momento in cui ha capito di voler fare l’allenatore: “Nel 2015, alla Luparense San Paolo. La prima squadra era in Serie D, io allenavo gli allievi. In partita ci riuscivano tutte le cose provate in settimana. Ho capito che la strada era giusta. L’allenatore ha responsabilità enormi rispetto a chi gioca”.
L’allenatore ha proseguito parlando di Bellingham e del caso scommesse: “Bellingham sa fare tutto. C’è stato un momento in cui i fenomeni nascevano da noi, è ciclico, ora tocca all’Inghilterra. Scommesse? Sono errori e debolezze individuali, non mi piace che venga infangato tutto il nostro mondo. Una cosa deve essere chiara: il calciatore non può scommettere e se lo fa deve essere punito”.
Infine, Vincenzo Italiano ha parlato del suo rapporto con Firenze e Rocco Commisso: “Firenze è diversa. Qui la maglia viola è una ragione di vita. Commisso? Quando è in Italia ci vediamo tutti i giorni. Vincere a Napoli ci ha dato una convinzione importante, vorrei migliorare il settimo-ottavo posto dello scorso anno”. E sul mancato trasferimento al Napoli in estate: “Occasione perduta? No, è lo stadio dove ho vinto 4 volte su 5”.
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