Fiorentina Inter sarà una partita a trazione offensiva. Anzi, a tra(di)zione offensiva. E no, non c’entra (solo) la forza degli attacchi di Raffaele Palladino e Simone Inzaghi. La sfida del Franchi vedrà affrontarsi due delle protagoniste di questo campionato.
Una sfida che, però, racconterà e richiamerà una storia fatta di grandi attaccanti. Del passato, ma non solo. Da una parte ci sono i doppi ex che hanno vestito le maglie delle due squadre; dall’altra, invece, c’è Lautaro Martinez. Il capitano nerazzurro? Esatto proprio lui. Il motivo? Semplice. Questa partita avrebbe potuto giocarla a parti invertite. Era l’inverno del 2017 quando gli occhi dei viola si posarono sull’allora centravanti del Racing Avellaneda. La trattativa non si concluse. Lo attendeva un un destino diverso, sempre italiano, ma con colori diversi. Ci torneremo. In questa storia, poi, si legano in un unico tracciato Batistuta, Adriano, Vieri e Baggio. Non male, no?
Pensate a Lautaro Martinez. Esultanza rabbiosa, numero 10 sulle spalle, magari anche una fascia da capitano. Ora immaginatelo con la maglia della Fiorentina addosso al posto di quella nerazzurra. Fantascienza? Non proprio. O meglio: ora sì, in passato no. Novembre 2017, i viola si muovono in Sud America. Corvino si reca in Argentina. L’obiettivo? Solo uno, chiudere per un giovane e promettente attaccante che gioca nel Racing Avellaneda. Contatti continui tra le parti per portare l’argentino in Italia: 9 i milioni di euro come base fissa, più tasse e commissioni, che la Fiorentina è disposta a mettere sul piatto. La trattativa non si chiude, il club si tiene il suo gioiello. Il tempo gli darà ragione. Pochi mesi dopo, nel marzo del 2028 l’accordo verrà trovato con un’altra squadra Italia. Lautaro arriverà all’Inter in estate. Il resto della storia la si conosce.
Prima istantanea. Stagione 1997/1998, Fiorentina contro Inter. Forse, soprattutto, Batistuta contro Ronaldo, entrambi a segno in quell’1-1. Se il collegamento con l’argentino è chiaro, cosa c’entra il brasiliano in questo percorso tra i grandi ex? Andiamo con calma, lo si capirà. Partiamo da Batigol. Due esperienze opposte quella in viola e quella in nerazzurro: la prima è stata l’immagine forse più bella e nitida della forza e della bellezza dell’attaccante. Il momento più alto della sua carriera. Al contrario, i pochi mesi a Milano rappresentarono la fine del suo percorso europeo. Ora torniamo a Ronaldo. A lui si legano gli altri tre nomi. Baggio e Vieri, entrambi suoi compagni all’Inter. E poi quel ragazzo che per pochi ma bellissimi istanti sembrò poter essere il suo erede: Adriano. Fiorentina-Inter è stato e sara anche futuro questo: lampi e testimonianze di classe, qualità e gol.
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