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Perle dei nuovi, riscatto dei ‘vecchi’: Fiorentina torna a vincere al Franchi

Soltanto un’amichevole d’estate, o forse qualcosa in più. Sicuramente nulla di banale in questo 4-1 al Galatasaray, perché per ritrovare una vittoria della Fiorentina al Franchi bisogna tornare indietro allo scorso 30 gennaio, al giorno del 7-1 in Coppa Italia alla Roma, ultimo successo interno di un 2019 senza vittoria casalinghe in Serie A.

La Fiorentina torna a farsi applaudire al Franchi: l’ultima volta uscì tra i fischi nonostante la salvezza raggiunta, colpa di uno 0-0 rinunciatario con il Genoa che rappresentava il minimo sindacale per raggiungere un obiettivo per cui mai si sarebbero aspettati di dover competere alla trentottesima giornata.

Passano i mesi e tutto cambia: nuova proprietà, nuovi dirigenti e anche nuovi volti. Su tutti quello di Boateng, già idolo della tifoseria per il suo carisma e la sua leadership, il profilo perfetto per segnare il primo gol della stagione davanti al pubblico di Firenze. Un calcio di rigore trasformato dal nuovo 10 viola, ma procurato da Riccardo Sottil, la star della serata.

Oltre al rigore procurato segna anche un gol e delizia il pubblico con continui dribbling e colpi che fanno capire perché il Pescara si è dovuto arrendere all’idea che Montella e Pradè non lo lasceranno partire un’altra volta in prestito.

Nuove speranze ma anche il riscatto dei ‘vecchi’: Simeone e Benassi, entrambi con la possibilità di lasciare Firenze ma determinati a meritarsi la permanenza sul campo. Tutti e due in gol proprio come in quel 7-1 alla Roma, finalmente protagonisti con la speranza e la voglia di poterlo essere anche più avanti quando arriveranno le partite che contano.

Il pubblico del Franchi torna ad applaudire la squadra ma anche gli avversari: perché alla guida del Galatasaray c’era quel Fatih Terim che costruì la cavalcata della Coppa Italia del 2001, l’ultimo trofeo vinto dai viola, seppur con Roberto Mancini in panchina per la doppia finale col Parma.

L’Imperatore turco ha lasciato il segno nei suoi pochi mesi per quel suo modo di fare così diretto ed efficiente. Ha persino allenato in questa partita per alcuni minuti con la sciarpa della Fiorentina al collo per sancire quello che ormai è quasi un gemellaggio.

Tutto in una notte d’estate, tra il sogno di mercato Ribery e le prime risposte del campo, finalmente positive anche davanti a un pubblico lasciato l’ultima volta tra fischi e delusione.

Simone Gamberini

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