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Tenacia e senso d’appartenenza: l’Ascoli riparte nel segno di Masini

Un mese. Questo il tempo che è servito all’Ascoli per ritrovare i tre punti. I bianconeri hanno superato la FeralpiSalò col risultato di 0-1 grazie al secondo centro stagionale di Patrizio Masini. La vittoria – arrivati a questo punto della stagione – ha assunto le sembianze di una vera e propria boccata d’ossigeno. 

Credits: Ascoli Calcio 1898

Ascoli, contro la Feralpi basta il gol di Masini

Sofferenza. Ma il popolo ascolano è abituato. Dopo tre partite senza vittoria, ci ha pensato Masini a scacciare (temporaneamente) i fantasmi. Con questi tre punti, infatti, i bianconeri si allontanano da Lecco e Feralpisalò (entrambe a quota 21) e mantengono un punto di vantaggio sullo Spezia. “Solo dando il massimo si può ottenere qualcosa di grande. Io ci voglio provare”: parola di Patrizio Masini, intervenuto due anni fa a ‘LaCasaDiC.com’ (LEGGI QUI). Un vero e proprio grido di rivalsa. Di un ragazzo – classe 2001 – che ha già brillato nelle Marche con la maglia della Sambenedettese. Di un atleta, consapevole del fatto che la salvezza passerà anche dalle sue giocate.  

Punto fermo nell’undici di Fabrizio Castori, il centrocampista sfrutta un errore in uscita di Pizzignacco e infila la palla in rete. Senso di appartenenza: l’Ascoli la vince proprio così. Dove non arriva la tecnica, ci arriva il cuore. E lo testimonia lo stesso Castori, espulso sul finale dopo il gol (poi annullato dal VAR) dell’ex Giacomo Manzari. 

Difesa a tre e nuovi principi: così Castori ridisegna l’Ascoli

Nuovi principi e nuovo modulo. Con Castori in panchina, l’Ascoli è stato – semi – rivoluzionato. Via la difesa a quattro: davanti a Viviano una solida difesa a tre con Bellusci e Botteghin (oggi in panchina) al comando. A centrocampo fiducia a Masini, con Di Tacchio a fare da supporto. In attacco il trascinatore, Pedro Mendes. L’Ascoli riparte proprio da qui. Dai punti fermi. Dai senatori. Da coloro che hanno sempre mostrato uno sviscerato senso di appartenenza verso la causa bianconera. Il ‘Picchio’ non può più guardarsi indietro. 

Glielo chiede la città. E i 474 tifosi accorsi al “Leonardo Garilli” di Piacenza che, nonostante le quasi cinque ore di viaggio, hanno mostrato ancora una volta tutto il loro supporto.

L’incubo retrocessione da una parte, la testa dall’altra. L’Ascoli riparte da Salò, per centrare senza ulteriori affanni una salvezza storica.

Davide Balestra

Nato nel 2000 a San Benedetto del Tronto. Di sangue metà pugliese e metà marchigiano ma con inflessione dialettale praticamente neutra. Figlio della Generazione Z, la stessa che ha partorito calciatori del calibro di Haaland, Vinícius Júnior o Tonali. Al tentativo di replicare le loro giocate sul campo di calcetto ho preferito il portatile o il microfono, quest’ultimo, da un po’ fedele compagno di viaggio. Poca retorica: le emozioni che trasmette un campo di calcio non sono quantificabili. E a me piace raccontarle, che sia attraverso una tastiera o una telecamera puntata in volto. Ansie, timori e paure fanno parte del percorso. Cerco di superarle con umiltà, virtù che, con il tempo, sto rendendo un mio mantra.

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