La terza giornata di campionato lascia dietro di sé la chiusura del mercato estivo e la sosta – Nazionale. Tra cambi di maglia e (presunte) conferme, ecco i 5 giocatori da schierare nel week end.
Pavoletti: per la nuova punta rossoblu c’è forte voglia di riscatto. Dopo gli ultimi mesi, l’obbiettivo è quello di riprendersi il ruolo di attaccante di razza che è. Potrebbe giocare titolare contro il Crotone, supportato da fantasia e rapidità di Sau/Farias. Ed è proprio contro la squadra calabrese, nell’agosto 2016, che risale, una doppietta stellare. Tra numeri e compagni quindi, sembrano esserci le condizioni necessarie per a tornare segnare.
Kessie: dopo un ottimo precampionato, buone le prime due di Serie A in maglia rossonera. Il centrocampista ivoriano ha gamba e fisico, viaggia come un treno e nel momento in cui brilla meno (sua la palla persa sul gol del Cagliari) sembra rivitalizzarsi. Contro la Lazio basteranno tenuta e personalità, perché i numeri gli sorridono: l’unica volta che ha incontrato i biancocelesti in Serie A, fu doppietta.
Laxalt: al centro di diverse trattative di mercato, il Genoa è riuscito a trattenerlo. Con una corsa e un fiato invidiabili, nella prossima stagione sarà titolare fisso in fascia sinistra. Ha iniziato bene, in particolare tenendo su Cuadrado nella seconda di campionato. Tiene e si propone in avanti. Unico rischio: i bonus rischiano di essere centellinati, perché gli manca continuità. Ma è in crescita e a Udine è chiamato a confermare l’ottima prestazione contro la Juve.
Niang: simile a quella di Pavoletti, la situazione dell’ex attaccante rossonero, che dopo la lunga telenovela di mercato, è arrivato a Torino più motivato che mai. Qui ritrova inoltre Mihajlovic, che in lui ha sempre riposto molta fiducia. L’anno scorso, nella prima di campionato, proprio contro i piemontesi, fu uno dei migliori in campo tra cambi di gioco, assist e ripartenze incontenibili. Sinisa sa quanto vale, il giocatore non vuole deludere, soprattutto alla prima da titolare in maglia granata.
Zielinski: gli incubi del Bologna dell’anno scorso furono Mertens, Hamsik e Insigne; ma a centrocampo il polacco faceva quello che gli pareva; come accade più o meno sempre. Non un esempio di continuità, ma dopo una prima di campionato appena sufficiente, illumina il San Paolo contro l’Atalanta: sua la prodezza che rimette in equilibrio il match e cambia l’economia della gara. Contro il Bologna potrebbe confermare la fase di crescita.
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