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Fabio Lopez, conquistador d’Arabia: dallo studio nel suo compound alle otto vittorie consecutive con l’Al-Ahli B

L’essenza dell’esperienza sta nello scoprire realtà, situazioni completamente nuove. Che accrescono non solo il tuo bagaglio culturale, ma che ti portano anche a sperimentare comportamenti e luoghi dell’io inesplorati. Irrobustiscono lo spirito d’adattamento, irradiano una forza e una convinzione tale da metterti un pensiero fisso in testa: ‘Non posso non viaggiare. Non posso non scoprire’. Un moto perpetuo di idee, un flusso di coscienza in costante espansione. Lituania, Malesia, Indonesia, Maldive, Bangladesh, Oman e ora Arabia Saudita. Piacere, Fabio Lopez. O forse Marco Polo? Con un bel pallone di quelli bianco e neri vecchio stile, al posto della preziosa seta.

Circa un mese fa il principio dell’ultima, nuova, esilarante esperienza da allenatore dell’Al-Ahli riserve (nonché Responsabile dell’Area Tecnica). Pronti, via. Altro giro, altra corsa…ma nel senso letterale che possono assumere siffatte locuzioni! Otto partite, otto vittorie consecutive. Sette senza subire gol. L’ultima, la più bella contro l’Al-Hilal primo in classifica. Dallo svantaggio iniziale, alla remuntada: 2-1 finale. Da -5 in classifica a -2. Spietati i numeri, consequenziali e inappellabili. Proprio per questo cartina di tornasole di qualsiasi attività, lavorativa e non.

I numeri (di calcio), appunto. Minimo comune denominatore delle giornate di Fabio Lopez in quel di Gedda. Compound (alias villaggio) per stranieri, la finestra ‘leopardiana’ dalla quale anziché l’ermo colle scorge lo splendido mare… e il calcio, sempre. Sveglia presto: due o tre filmati di partite ogni mattina, accompagnati da una colazione comunque italiana. Poi il pomeriggio via al centro sportivo, a vedere gli allenamenti del settore giovanile. Vive di calcio Lopez, quello stesso che lo ha portato a girare il mondo. Chi lo dice che è soltanto un lavoro? Passione, è la key word.

Concentrato e determinato, un solo obiettivo: vincere il titolo con il suo Al-Ahli riserve. E poi lo stile italiano, fascino inimitabile. Maestri di tattica, scopritori d’isole, continenti e…tattiche! I’m italian, quanto basta per entrare nel cuore dei giocatori, che dopo la celeberrima vittoria contro l’Al-Hilal lo hanno preso e sollevato al cielo. Ma Lopez non ha tempo di festeggiare ora, troppo preso dallo studio dell’arabo. Che vuole assolutamente imparare, dopo il lituano. Viaggia, scopre, si diverte. E una volta ogni due mesi circa torna nella sua Roma. Storie di calcio, storie di passione…

Lorenzo Buconi

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