Angelo Fabiani (IMAGO)
Le parole del direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, durante la presentazione di Maldini e Przyborek
Giorno di presentazione per Daniel Maldini e Adrian Przyborek, nuovi volti della Lazio di Maurizio Sarri: i due giocatori sono arrivati durante il calciomercato invernale.
Non solo loro, però, anche il direttore sportivo biancoceleste, Angelo Fabiani, è intervenuto in conferenza stampa, annunciando l’arrivo di Pedraza a luglio.
Inoltre, Fabiani ha anche parlato del caso Alessio Romagnoli, vicino all’Al Sadd di Roberto Mancini, poi rimasto in biancoceleste.
“Per completare il discorso di mercato entrata c’è l’accordo chiuso con tanto di contratto firmato di Pedraza che quindi a luglio vestirà la maglia della Lazio. Diogo Leite ha un infortunio di 6-7 settimane ma c’è un accordo di massima col suo avvocato vediamo se si vorrà legare alla Lazio come abbiamo provato a fare prima dell’infortunio”, ha esordito.
Il direttore sportivo ha esordito parlando dell’ambiente: “Credo sia giunto il momento di abbassare un po’ i toni. Si è venuto a creare un clima non bello. Un clima che si vive all’esterno perché come avete visto i nuovi hanno parlato bene di questo ambiente. Non è vero che ci siano delle discussioni. Noi come staff tecnico, di cui io sono il responsabile, abbiamo fatto un blocco isolandoci. Ritengo che sia giunto il momento che ognuno provi a riportare il tutto sui binari della serenità e della tranquillità. Non nascondo che probabilmente ci abbiamo messo anche del nostro. Io non voglio fare il capopopolo, dico sempre ciò che rispecchia la realtà e i fatti, non le dicerie o le millanterie. Fino a che ci sarà Fabiani nessuno si approfitterà della Lazio”.
Su Romagnoli: “Ne ho sentite di tutti i colori. Proprio per difendere la Lazio mi riserverò di adire le vie legali per l’onorabilità dei suoi tifosi. Ogni singolo tifoso deve avere la percezione di che ci sono dei professionisti e degli impiegati che operano giorno e notte per il bene della Lazio. Io devo ringraziare pubblicamente Romagnoli per quello che ha fatto. Nella mia convinzione Romagnoli ha rifiutato il trasferimento perché ha fatto delle considerazioni. Se lo ha fatto per una questione di principio gli fa ancora più onore. Se l’operazione Romagnoli non è andata in porto non è colpa di Lotito, Fabiani o Sarri. Qualcuno risponderà davanti a un giudice di quanto successo”.
Poi ha continuato: “Io sono una persona seria e coerente, vi chiedo scusa se durante il mercato non ho risposto, non sono uno di quei dirigenti che fa la corsa a dare la notizia. Dare una notizia significa qualche volta bruciare l’operazione e vi dico che molte operazioni sono state bruciate da gruppi che non si fanno scrupoli a guadagnare soldi. Non credo che nella storia ci sia un dirigente che ha denunciato mediatori e presunti tali che volevano recare un danno alla Lazio. Non tutte le responsabilità sono ascrivibili a Lotito e non lo dico tanto per. Io se mi devo incaz*are con Lotito lo faccio”.
Fabiani confida in Maurizio Sarri: “Io mi auguro e spero vivamente che resti l’allenatore della Lazio. Sarei un folle sennò visto che gli ho fatto tre anni di contratto. Io lo chiamo ‘toscanaccio’, ci prendiamo in giro e ci facciamo tante risate. Il mister è un uomo dalla battuta facile e bisogna saperlo decodificare. Ho la certezza che lui sia attaccato a questa società, poi sicuramente è un brontolone ma ben venga che lo sai”.
Sui rinnovi: “Basic e Marusic sono stati convocati dal sottoscritto e gli è stata fatta una proposta. Marusic ha subito accettato e firmato. Basic si è preso qualche giorno per pensarci e nel frattempo sono stati presi altri impegni. Quando sarà il momento vedremo se Basic sarà nelle condizioni per rinnovare con la Lazio”.
Infine ha concluso: “Dimissioni in caso di fallimento? Io la Serie A non è che l’ho fatta solo con Salernitana o Lazio ma anche con il Messina. Arrivai settimo ma ho comunque deciso in quel momento di lasciare. Questo ve lo dico perché il mio lavoro non lo deve valutare Lotito o qualsiasi altra persona. Il mio lavoro lo valuto io”
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