Se in Champions a dominare negli ultimi anni è stato il Real Madrid, anche in Europa League si parla spagnolo. Dal 2006 ad oggi, ben otto volte la Coppa è finita sempre nel solito paese. Tre volte nelle mani dell’Atletico Madrid, cinque in quelle del Siviglia. Già, il rapporto fra gli andalusi e la competizione è un qualcosa di impressionante. Le vittorie totali sono cinque, la prima nel 2006, l’ultima nel 2016. Dieci anni di passione. Lotte, sconfitte (poche) e vittorie (tantissime).
Con il successo sulla Lazio e il conseguente passaggio agli ottavi di finale, la squadra di Pablo Machín ha stabilito un nuovo record: raggiunte 18 qualificazioni di seguito, battuto il precedente primato del Benfica che era fermo a 17. Un dominio assoluto, che ha inizio nel 2011, da una grande delusione. In quel caso, infatti, il Siviglia di Marcelino si gioca i playoff per accedere ai gironi. Una doppia sfida contro l’Hannover, che prima si impone per 2-1 in casa e poi fa 1-1 al Ramòn Sanchez Pizjuan.
Bene, nel mezzo i tedeschi sono retrocessi, si sono rialzati e adesso stanno lottando per la salvezza. Dall’altra parte, invece, la coppia Negredo-Kanouté non c’è più e Fazio è andato alla Roma. Gli spagnoli, invece, sono tornati in Europa League nella stagione 2013-2014. Diciassette partite partendo dai preliminari, solo tre sconfitte. Risultato? Trionfo. Reso indimenticabile dal derby mozzafiato vinto agli ottavi contro il Betis. 0-2 in casa all’andata, stesso punteggio – ma a parti invertite – al ritorno. Infine il rigore decisivo calciato da Rakitic. Ne è passato di tempo. Poi Porto e Valencia. Per ultimo il Benfica, sconfitto ai rigori nella finale dell’allora Juventus Stadium.
Stagione nuova, musica che resta sempre la stessa. A questo giro solo una sconfitta con il Feyenoord nella penultima gara del girone. Piegata anche la Fiorentina di Mario Gomez e Salah in semifinale. 3-0 in casa, 0-2 al Franchi. La finalissima di Varsavia è al cardiopalma: Kalinic la sblocca per gli ucraini, Krychowiak e Bacca ribaltano il risultato. Poi il pareggio di Rotan e, infine, il 3-2 sempre ad opera del colombiano ex Milan ad un quarto d’ora dalla fine.
Ma non c’è due senza tre. Stagione 2015/2016, il Siviglia finisce in Champions nel girone con City, Juventus e ‘Gladbach. Quattro sconfitte su sei e retrocessione in Europa League. Qui è uno show: Prima il Molde, poi il Basilea, l’Athletic Bilbao, Shakhtar e infine il Liverpool. Al St. Jacob Park la squadra di Klopp cede per 3-1. Al gol iniziale di Sturridge rispondono Gameiro e la doppietta di Coke. Terzo trionfo consecutivo.
Nelle due stagioni successive il Siviglia non vince l’Europa League. Come mai? Semplice, non ci partecipa. Raggiunge prima gli ottavi di Champions, poi i quarti. Nella seconda competizione europea ci è tornato quest’anno, prendendola larga. Ci sono voluti tre preliminari, infatti, per accedere ai gironi. Ujpest, Zalgiris e Sigma Olomouc: avversari non irresistibili, solo vittorie. E con il doppio successo sulla Lazio sono 18 eliminatorie vinte. Un record che sarà difficile da battere.
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