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#Euro2016, Girone A: le cinque curiosità da sapere

Let’s go, si parte. Un mese di emozioni, un mese di Europei (10 giugno – 10 luglio) Aneddoti, storie e curiosità. Girone per girone, squadra per squadra. E i protagonisti sono davvero tanti. Oltre ai soliti noti, poi, si aspettano le outsider: forse le più interessanti da scoprire. Chissà. Intanto è tutto pronto, si inizia col Girone A (Francia, Svizzera, Romania, Albania): ecco le 5 cose più curiose da sapere. E tu, le conoscevi?

1. METEORA A CHI?

Poteva essere, ma non è stato. Un classico. Promesse, meteore. Ora la rinascita. Alibec non ha lasciato un segno in Serie A. Ex Inter, Bologna e…stop. Solo tre presenze. Ma ora Denis segna (e sogna) con Romania, convocato da Iordănescu per l’Europeo. Merito di tante reti col suo club e di una considerazione ritrovata: “Alibec è come Balotelli, arriverà in alto” dichiarò Gheorghe Hagi qualche tempo fa. Chissà. Nel frattempo Denis si gode il suo momento d’oro. Con un grazie all’Astra Giurgiu (34 gol in tre anni…) e un sorrisetto al calcio italiano. Sorpresa. Anzi, rivincita.

2. POLITICALCIO

Ricordate Mutu, Chivu e Ciprian Marica? Ah, la Romania degli anni d’oro del 2000. Bene, dimenticatela. Perché quella di quest’anno è tutta un’altra storia, partendo dall’allenatore. Non più Piturcă, bensì Anghel Iordănescu. Soprannome? “Il Cobra”. Anche se il “politico” andrebbe bene uguale. In patria è uno dei coach più vincenti di sempre: vedi i trofei con la Steaua Bucarest o le imprese con la Nazionale. Ma ecco la curiosità: nel 2004 Iordanescu abbandona la panchina per darsi alla…politica! Cambio di ruoli, nuove esperienze. Nel giro di un anno diventa parlamentare europeo col Partito Socialdemocratico rumeno (viene eletto soltanto per le dimissioni di un altro deputato). Poi nel 2014 torna a guidare la Romania. Il richiamo del campo è troppo forte, altro che un bel seggio in Parlamento.

3. FRATELLI DIVERSI

La storia va così. I due si chiamano Granit e Taulant, di cognome fanno Xhaka ma le casacche son diverse: Svizzera da una parte, Albania dall’altra. Derby in famiglia. Un po’ come nel caso dei fratelli Boateng, in balia tra Ghana (Kevin) e Germania (Jerome). Chissà per chi tiferanno i loro genitori, scappati via dal Kosovo ai tempi della guerra. Forse per entrambi, forse sceglieranno di non farlo. Boh. Ma i due fratelli ora giocano con due maglie diverse: Granit con la Svizzera che l’ha cresciuto, Taulant con l’Albania delle sue origini (e di De Biasi). “Sempre nel cuore”. Chi la spunterà? L’11 giugno è cerchiato in rosso sul calendario. Soprattutto a casa Xhaka.

4. LA GRANDE ILLUSIONE

Francia, se non ora quando? E’ il momento dei Galletti, zero scuse. Occhio però, perché i Bleus hanno lasciato a casa alcuni pezzi da novanta: Benzema, Nasri e non solo. Qualcosa in comune? Sì, l’anno di nascita: 1987. Ed ecco che la “generazione maledetta” torna in auge. Ricordi di un Europeo U17 vinto a mani basse nel 2004, strascichi di un’annata che doveva “spaccare tutto”. E che invece è rimasta (parzialmente) nell’oblio. I motivi? Vari: infortuni, problemi caratteriali, pressioni, sfortuna. Nasri, Benzema, Menez, Costant, Ben Arfa, Mangani, Yahiaoui. Il mondo si illuse, molti si son persi per strada. Tra loro c’era anche Benoit Costil, oggi terzo portiere all’Europeo. L’unico “superstite” di una generazione di “fenomeni”. Bella, rimpianta e maledetta.

5. RITORNO ALLE ORIGINI

Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? E invece no, altra sfida. Ma non saranno rose e fiori. Perché tra Behrami e l’Albania meglio non mettere il dito. Nato nell’ex Jugoslavia, Valon scappò in Svizzera con la famiglia a causa della guerra nei primi anni ’90. Una volta divenuto calciatore, Behrami scelse gli elvetici. Non l’avesse mai fatto: nel 2014 infatti, in occasione di una partita tra le due nazionali, il centrocampista venne accolto tra insulti, fischi e cori: “I tifosi albanesi non hanno gradito la mia presenza. Peccato, questa è la terra dove sono nato”. Ora, all’Europeo, Valon giocherà nuovamente contro il suo passato. Ritorno – di fuoco! – alle origini.

Francesco Pietrella

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