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Empoli, è sempre Di Lorenzo: dalla C a terzino goleador

Sembrava di essere tornati indietro di un anno. Tutto l’Empoli a festeggiare davanti alla Tribuna Maratona, proprio come il 28 aprile scorso. 1-1 con il Novara, quanto basta per stappare la bottiglia di champagne e celebrare la promozione matematica in Serie A. Il giorno dopo il Napoli sarebbe caduto a Firenze, dicendo così addio ad ogni speranza scudetto.

Gli azzurri sono caduti ancora, l’Empoli salta e grida sotto lo sguardo felice dei propri tifosi. Tutto così uguale, eppure suona tutto estremamente diverso. Il Napoli ha abbandonato la lotta per il titolo da qualche mese e si appresta a vivere serate da sogno in Europa. L’Empoli rincorre la salvezza, scavalcando di un punto il Bologna e potendo dormire sogni d’oro per una notte.

Il cerchio che si chiude. Già, Andreazzoli si prende la sua rivincita cinque mesi dopo, quando la sconfitta del San Paolo gli costò la panchina. Un 5-1 bugiardo, con i suoi ragazzi a strappare applausi fino allo show di Mertens. Tanto è che lo stesso Ancelotti, nel saluto finale, va dal collega per stingergli la mano. Gli fa i complimenti, Andreazzoli inizialmente lo invita a non prenderlo in giro.

La scena si è ripetuta anche al Castellani, questa volta nessun fraintendimento. Merito di Giovanni Di Lorenzo e del suo gol di testa, che ha aperto le porte del Paradiso. Lui, uomo fedele di Andreazzoli. E’ nato a Castelnuovo di Garfagnana, a un’ora di macchina scarsa da Massa, la casa del suo allenatore. E’ al primo anno di Serie A, ma non lo dà a vedere.

Terzo gol in campionato. Un 2019 che continua ad essere strepitoso. La prima rete il 20 gennaio contro il Cagliari, la seconda una settimana dopo con il Genoa. La fascia destra è casa sua, tanto con Andreazzoli quanto con Iachini. Contro gli azzurri è arrivato alla presenza numero 29 da titolare su 30 giornate. Potrebbe contendere il record di sempre presente a Caputo, peccato che una diffida lo abbia costretto a saltare il match contro l’Inter.

25 anni, un sogno: la Nazionale. Prima, però, c’è una salvezza da conquistarsi. Lo deve all’Empoli, che ha puntato su di lui andandolo a prendere nell’estate del 2017 dal Matera in Serie C. Poi una B da protagonista con un gol e sette assist. Infine l’avventura fra i grandi. Ci aveva visto lungo Paolo Giovannini, suo Ds ai tempi della Lucchese. Di Lorenzo non ha nemmeno sedici anni e il club toscano lo fa esordire in Serie D a campionato ormai vinto.

Arriva il momento di allestire la squadra per la C2, Giovannini chiede un paio di giocatori all’amico Lillo Foti. Che gli dà l’ok ma che in cambio vuole il suo miglior prospetto. Così Di Lorenzo va alla Reggina e inizia la sua avventura. Grazie a lui "Il pattino ha abbattuto la portaerei" Per dirla alla Corsi. Il presidente azzurro a gennaio si è dovuto difendere dalle richieste per il suo terzino. E' stato ripagato, eccome. Nella speranza che Di Lorenzo possa continuare a correre verso la salvezza. 

 

Simone Golia

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