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È una Dea ma gioca da Dio… Chiamatela pure Atalanta dei record!

È una Dea ma… Gioca da Dio. E vince. Stupisce. Incanta il pubblico che fa ribollire l’Atleti Azzurri d’Italia nonostante il freddo dell’inverno. Al di là di ogni aspettativa. I numeri esprimono meglio di qualsiasi parola quello che sta facendo l’Atalanta, eppure basterebbe il secondo tempo giocato oggi contro la Roma per prenderne coscienza. Bel gioco, intensità e pressing da grande squadra, giallorossi messi sotto: mentalità. E fame, quella dei tanti giovani in campo. E di qualche veterano che da giovane conserva l’animo, come il Papu Gomez. The Young Papu, volendo giocare un po’ con le serie tv. L’Atalanta però è reale, è da record. E allora diamoli questi numeri, perché impressionano. 22 punti nelle ultime 8 partite, 7 vittorie e un pareggio, nessuno in Europa ha fatto meglio. Terzo posto in classifica a pari merito con Lazio e Milan (con i rossoneri però attesi dal derby, stasera ore 20:45). Ma non è finita qui. Gasperini ha scritto un altro record, perché questa è la miglior partenza in Serie A della storia dell’Atalanta. Oggi 25 punti, battuto lo score del 1989/90: allora erano 23.

Merito delle ultime 5 vittorie consecutive in campionato contro Roma, Sassuolo, Genoa, Pescara, Inter. Che sarebbero state 8 senza il pareggio di Firenze, prima del quale Gomez e compagni avevano battuto anche Napoli e Crotone. Dall’ultima sconfitta contro il Palermo del 21 settembre e in generale dall’avvio negativo di stagione sembra passata una vita. Da allora una rinascita, come le fenici. A proposito di dei e mitologia. E pensare che quell’avvio poteva costare caro a Gasperini… Il presidente Percassi però gli ha ribadito la fiducia, lo ha aspettato. E la fiducia paga sempre. Il prossimo record nel mirino è quello delle 6 vittorie consecutive, ottenuto da Colantuono nel marzo del 2014. L’Atalanta potrebbe ottenerlo nel prossimo turno a Bologna, non sarà facile. Poi lo scontro ad alta quota, allo Stadium contro la capolista Juventus il 3 dicembre. Fa effetto, ma la giovane Atalanta non soffre di vertigini. Chiedetelo a Gagliardini, il Pogba bianco (Gasperini dixit) o a Caldara in gol oggi, bergamaschi doc di 22 anni. O a Franck Kessie, classe 1996, che realizza un rigore al 90’ con la freddezza e l’autorità di un trentenne. Poi tutti sull’attenti a festeggiare sotto la curva. Chiedetelo a Spinazzola o al nipote d’arte Petagna, che si è preso l’attacco scalzando Paloschi e Pinilla. O a Papu Gomez, idolo dei social, capitano dalle fasce mai banali. Sembra quel maestro che deve tenere a bada tanti giovani scatenati ma che alla fine, a suon di gol, dribbling e strappi, si rivela il più scatenato di tutti. Sono loro il volto dell’Atalanta, senza dimenticare tutti gli altri. E qualcuno comincia a nominare il Leicester“Questo forse è troppo, ma il clima che stiamo vivendo è molto simile. C’è un entusiasmo incredibile”. Parola di Gasperini, che vuole volare basso. Ma che intanto ha portato una Dea lassù nell’Olimpo.

Marco Bonomo

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