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Dottor Romero e ora…Dottor Settembrini: “La Feralpi dei laureati! Ma io sono anche chef, risotto ‘alla Sette’ e tiramisù…”

“Due laureati in squadra…mica male eh!”. Scherza Sette, detto anche caccia all’uomoperché in campo sono aggressivo”. Garra sudamericana e accento toscano. Andrea Settembrini, mezz’ala classe ’91 della Feralpi Salò. Corre in campo e…sui libri! Effettivamente suona bene dottor Settembrini, ma questo non è mica un soprannome! “Mi sono laureato mercoledì in Scienze Motorie all’Università di Perugia. Il momento della proclamazione è stato emozionante come un gol al noventesimo…magari sotto la curva!”.

Ride, scherza e studia. Ne manca una in realtà, ma meglio non rivelare tutto subito. Quando lo chiamano dottor Settembrini gli fa un certo effetto… “Ma suona meglio di dottor Romero, ammette, scherzando ovviamente. “Ora Rome, che come me si è laureato in Scienze Motorie, non è più da solo”. Il riferimento chiaro agli scherzi dei compagni, “l’altra sera ho festeggiato con la squadra e il mister ci prendeva un po’ in giro, ci diceva che nel calcio serve gente ignorante”. E nello spogliatoio? “Ora che siete laureati potete anche smettere di giocare…”. L’ambiente è quello di una grande famiglia, con le dolci pendici sul Lago di Garda (sia lui che Romero vivono a Desenzano) a far da sfondo a due storie interessanti, ‘originali’ in un mondo, quello del calcio appunto, che spesso si ritiene – erroneamente – incompatibile con tante altre cose, lo studio in primis.

Tutta una questione di testa e di sacrifici, di determinazione. “Avevo iniziato l’Università quando giocavo in Eccellenza e ho deciso di portarla avanti lo stesso, perché – rivela Settembrini a GianlucaDiMarzio.com se decido di fare una cosa, poi la porto fino in fondo. Non è stato facile, ma con un po’ di buona volontà si fa tutto. A giugno ho finito gli esami, rinunciando così alle vacanze estive e poi in ritiro ho scritto la tesi. Mattina e pomeriggio allenamenti, la sera mi chiudevo in camera a scrivere, con l’aiuto dei preparatori atletici. L’ho incentrata sull’uso del gps nel calcio. Alla fine è venuta una cosa carina, credo, con tutti i dati, le statistiche della preparazione”. Molto modesto, non si sbilancia. Ma alla fine ha preso 97! “Ringrazio Rome perché si è laureato prima di me e mi ha aiutato. C’è stato qualche esame che mi ha fatto penare, se solo ripenso a quello di anatomia: c’ho messo tre mesi per prepararlo…”.

Dottore e…masterchef! Quindi calciatore solo nel tempo libero? Risata generale. Ama cucinare e mangiare. E’ un culturista del cibo Settembrini. A cominciare dalla prima colazione! Cappuccino e cornetto? Macché, toast, spremuta e yogurt. Imprescindibili, quasi come le scarpette nel borsone. Si sveglia presto, passeggiatina sul lungolago, allenamento e poi si mette ai fornelli. Non lo ammette, ma è bravo: i suoi compagni di squadra confermano, con la speranza di scroccare presto un altro invito a cena. “Mi piace molto cucinare. Risotti e tiramisù le mie specialità. L’anno scorso per la finale di Masterchef li ho invitati tutti a casa mia e gli ho preparato il tiramisù…ancora ne parlano!”. Sui risotti, però, va fortissimo. L’ispirazione? Un po’ l’aria del lago, un po’ Gambero Rosso (“Sì, lo ammetto: spesso lo guardo!”). “Il più buono è il risotto alle fragole, poi anche quelli classici. Ma poche settimane fa ho inventato il risotto alla ‘Sette’: pere, gorgonzola, noci e gocce di miele. Tutto buono, tutto bello. Le lasagne della nonna però non si battono…”.

Delicato in cucina, meno in campo. Vero ‘caccia all’uomo’? “Diciamo che questa è un po’ la squadra dei soprannomi. Mi ispiro a Vidal e Nainggolan. Ma in camera – puntualizzazione doverosa – solo il poster di Marilyn Monroe. L’obiettivo di squadra sono i play-off, il mio personale quello di fare bene e magari tentare il salto di categoria”.

Dottore, masterchef e calciatore. Tutto insieme, tutto col sorriso che lo accompagna in quelle lunghe giornate: tra studio, cucina e allenamenti. Una favola bella davvero, con il Lago quale sfondo importante. Non sarà quello manzoniano, ma va bene lo stesso. “No dai lasciam perdere, meglio anatomia…”.

Lorenzo Buconi

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