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Digne, da soccorritore nell’attentato al primo gol in Champions col Barça nella notte dell’ennesimo record di Messi

Per un Messi da 100 gol in 122 partite di Champions League festeggiati nel 3-1 all’Olympiacos, ecco qualcun altro esultare per il primo gol – secondo col Barcellona tra tutte le competizioni – nella massima competizione europea: Lucas Digne. Anzi, sarebbe la rete numero due in Champions visto che per la prima volta andò a segno nei preliminari di ritorno col suo Lille contro il Copenaghen nella stagione 2012/13 alla seconda apparizione. In questo è stato superiore al 10 blaugrana che per sbloccarsi in Champions impiegò 5 match ma che col tempo recuperò terreno con gli interessi. Digne in quell’occasione regalò la qualificazione al 120’ alla squadra di Rudi Garcia, lo stesso che ai tempi della Roma lo volle con sé dopo l’esperienza agrodolce del terzino classe ’93 al PSG. Nella Capitale si ambientò come meglio non avrebbe potuto. “Una città bellissima, meglio di quanto pensassi!”. Non appena arrivato, ancor prima di mettere piede a Trigoria, visitò la Fontana di Trevi e San Pietro. Oltre al calcio infatti passeggiare per la città insieme alla sua Tiziri, la moglie conosciuta 8 anni fa tra i banchi del Liceo, è la sua grande passione. Legò subito con tutti ma in special modo con Vainqueur, Iago Falque e Nainggolan. Il ninja, viste le difficoltà linguistiche di Lucas, approfittò del suo francese per invitarlo a sedersi nel posto accanto al suo nello spogliatoio. L’inizio di una grande intesa culminata in campo dove il francese disse la sua da titolarissimo – 42 presenze, 3 gol e 5 assist – grazie alla fiducia illimitata da parte di Garcia. “Ho imparato tanto a Roma. L’Italia tatticamente è diversa dalla Francia, lavorano molto su questo aspetto e ciò non può che migliorarti molto”. Infatti, dopo le prime esperienze al Lille ed un’avventura contraddistinta da alti e bassi al PSG, fu proprio nell’annata in giallorosso che Digne dimostrò di meritarsi il Barcellona, quella squadra in cui il Digne bambino disse ai genitori che avrebbe giocato prima o poi. “È un sogno essere al Barcellona. Questo è il Club in cui ho sempre voluto giocare. Una volta mio padre volle portarmi al Camp Nou per vedere un match ma gli dissi di no perché io lì un match avrei voluto giocarlo, non vederlo!”. La Pedrera e il Parc de la Ciutadella – i luoghi preferiti visitati a Barcellona – hanno preso il posto della Fontana di Trevi e di San Pietro; Messi, Suarez, Ter Stegen, Pique, Mathieu e tutti quelli abili a parlare un minimo di francese hanno rimpiazzato i vecchi compagni giallorossi per aiutarlo ad integrarsi in Catalogna, dove non perde tutt’ora occasione per trascorrere una serata a cenare da Ikibana e Carpe Diem insieme all’amicone Umtiti, magari di fronte a un bel sushi, la loro passione a tavola. Il ragazzo cresciuto con Zidane come idolo ma con Roberto Carlos e Lahm come modelli però a Barcellona non è diventato tanto famoso per le prestazioni in campo – 26 presenze alla prima stagione, 4 in questa finora – visto il continuo ballottaggio con un Jordi Alba eternamente favorito, quanto per il gesto di grande altruismo compiuto il 17 agosto 2017 nel giorno che Barcellona non dimenticherà mai. Il giorno dell’attentato. Alle ore 16:50 infatti il calciatore si trovava sul balcone della sua abitazione che affaccia proprio sulla via principale a godersi il giorno libero dopo la Supercoppa di Spagna quando all’improvviso cominciò a sentire urla disperate dei passanti che affollavano la Rambla, strada che lo stesso Digne attraversa spessissimo con la compagna. Non appena appreso l’accaduto, scese subito in strada per assistere i feriti con bottiglie d’acqua e asciugamani. Soccorse insieme ai turisti le persone a terra in attesa delle ambulanze e della polizia. Sgomberate le strade e rientrato a casa non riuscì a trattenere le lacrime a causa di quanto vissuto dimostrando tutta la sua umanità in un momento così. Un gesto che i tifosi blaugrana e tutta Barcellona non dimenticheranno mai, un gol molto più importante di qualsiasi altro in campo. Quelli meglio lasciarli fare a Messi, un altro che a Barcellona non dimenticheranno facilmente e che stasera è arrivato a quota 100 in Champions. Cento.

Alberto Trovamala

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