Interviste e Storie

Desplanches tra Pescara, rap e una vita fatta di scelte: “Non mi metto pressioni”

Sebastiano Desplanches, portiere del Pescara (Credits Photo: Massimo Mucciante – Pescara Calcio 1936)

Il portiere degli abruzzesi a Gianlucadimarzio.com: “Sono consapevole di cosa ha fatto Plizzari ma penso solo a dare il massimo. Un sogno? Prometto di non pormi limiti…”

Allenamento terminato da pochi minuti. Fiatone, ma anche tanta soddisfazione del lavoro quotidiano portato a casa. Alla più semplice (per altri banale) domanda sul “come stai?”, Sebastiano Desplanches risponde nella maniera più sincera possibile: “Molto bene. Abbiamo finito poco fa di lavorare. Sono contento di essere arrivato al Pescara dice ai microfoni di Gianlucadimarzio.com. “Mi trovo bene, i ragazzi mi hanno accolto benissimo”.

La firma con il ‘Delfino’ è arrivata l’8 agosto scorso. Il 22enne, sotto questo punto di vista, ha le idee ben chiare: “Speravo che la trattativa si chiudesse prima. Mister Vivarini, il presidente Sebastiani e il direttore Foggia mi hanno fatto capire quanto mi volessero in squadra”. Anche se il campionato è iniziato con due sconfitte: “Contro il Mantova abbiamo espresso un buon calcio. Con il nostro allenatore mi trovo bene, ha una filosofia di gioco molto importante. Lo stesso vale per Fabrizio Zambardi, il preparatore dei portieri che ci fa lavorare parecchio (ride, ndr)”.

Ma per guardare con fiducia al futuro è necessario buttare un occhio – anche – al passato. E sì. Perché da quel 7 giugno sono passate diverse settimane. Per alcuni una vita fa, per altri “sembrava ieri”. Chi tra i 20.000 presenti allo Stadio Adriatico di Pescara o tra i 716mila spettatori che hanno assistito alla partita dalla tv.

Tutti bene o male hanno visto – o sentito parlare – della finale playoff vinta contro la Ternana grazie, anche, ai calci di rigore parati da Alessandro Plizzari (qui la nostra intervista). “Sono consapevole di portare sulle spalle un’eredità importante ma, onestamente, penso a dare il massimo. Chiaramente sono a conoscenza del grande lavoro di Ale nella passata stagione ma cerco di non mettermi troppe pressioni addosso”.

Pescara, Desplanches: “L’addio al Milan? Ognuno ha preso le proprie decisioni”

Trento, Vicenza, Palermo. Tre esperienze anticipate dai sette (lunghi) anni nel settore giovanile del Milan. “Sono stati anni fantastici ma il calcio è fatto di scelte. Ho trovato la mia strada, ora penso al Pescara e sto bene qui. Obiettivi? Si sanno, dai…”. Desplanches abbassa il tono della voce. Come a dire ‘Sappiamo entrambi dove vogliono arrivare i calciatori’. Ovvero? “Nessuno si pone limiti. Un ragazzo deve sognare la Serie A, la Champions League o la nazionale. Ecco, io guardo sempre oltre. Sono ancora giovane e sicuro che, lavorando, potrò togliermi delle soddisfazioni”.

Attraverso la fiducia reciproca e altrui. Perché, come spesso capita, il connubio calcio-musica viaggia su una retta parallela. Basti scorgere i social di Sebastiano per trovare diverse interazioni tra il portiere ed Ernia, pseudonimo di Matteo Professione, famoso rapper italiano da milioni e milioni di ascolti. “Ci siamo conosciuti nel periodo in cui giocavo con il Milan. Una volta, io e alcuni miei compagni di squadra siamo usciti insieme a lui per prendere un caffè. Lui è un grande tifoso rossonero e ci siamo fatti una chiacchierata. Una persona davvero molto gentile”. Dal bar alla playlist di Spotify? Sebastiano va diretto: “Certo, c’è anche lui! (ride). Ma devo dire che ascolto un po’ di tutto, dal rap alla trap fino alla musica classica. Sono versatile sotto questo punto di vista”. Lo si denota anche quando cerca la colonna sonora del pre partita. “Ammetto che dipende dal momento. Dammi un secondo che posso farti un esempio”. A dire la verità passa più di qualche istante. Ma la ricerca era ben approfondita e, dopo quasi mezzo minuto, Desplanches ci rivela: “Posso dirti ‘Lamine’ di Morad, una canzone che ultimamente ascolto spesso. Ma, come detto, non ho un brano che sento a ripetizione”.

Sebastiano Desplanches

“Pio Esposito, Calafiori e Pisilli: che grande amicizia”

La stoffa c’è. Basti rivedere le immagini del Mondiale U20 giocato nel 2023 quando Desplanches, al termine del torneo (chiuso al secondo posto dopo la sconfitta in finale con l’Uruguay), riceve il “Guanto d’Oro”, un riconoscimento che viene assegnato al miglior portiere della competizione. Sebastiano, proprio durante il suo percorso in nazionale, ha avuto modo di conoscere diversi ragazzi che oggi calcano i grandi palcoscenici: “Per me è stato un piacere giocare con Calafiori, sono contento del suo percorso. Lo stesso pensiero posso condividerlo per Francesco Pio Esposito e Niccolò Pisilli, altri due grandi amici ai quali auguro davvero il meglio”.

Ieri il Milan, oggi il Pescara e un futuro tutto da scrivere. Sognando – e augurando – a Sebastiano di seguire la stessa strada che hanno intrapreso i suoi (ex) compagni di nazionale.

Davide Balestra

Nato nel 2000 a San Benedetto del Tronto. Di sangue metà pugliese e metà marchigiano ma con inflessione dialettale praticamente neutra. Figlio della Generazione Z, la stessa che ha partorito calciatori del calibro di Haaland, Vinícius Júnior o Tonali. Al tentativo di replicare le loro giocate sul campo di calcetto ho preferito il portatile o il microfono, quest’ultimo, da un po’ fedele compagno di viaggio. Poca retorica: le emozioni che trasmette un campo di calcio non sono quantificabili. E a me piace raccontarle, che sia attraverso una tastiera o una telecamera puntata in volto. Ansie, timori e paure fanno parte del percorso. Cerco di superarle con umiltà, virtù che, con il tempo, sto rendendo un mio mantra.

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