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Il Brasile ai piedi di Depay: la sua stagione al Corinthians sa di rinascita

“Il Brasile è La Mecca del calcio: tutti i più grandi talenti vengono da qui”. Anche Memphis Depay di qualità ne ha da vendere. Nonostante una carriera piena di alti e bassi, l’attaccante olandese ha sempre lasciato intravedere quelle che sono le sue enormi potenzialità. Da quando è passato al Corinthians a parametro zero lo scorso settembre, dopo aver risolto a il proprio contratto con l’Atletico Madrid, il classe 1994 sembra aver trovato la sua isola felice.  

 

L’idolo delle folle

Prima del suo arrivo, il Timão navigava in pessime acque: 18esimo posto in classifica e l’ombra della retrocessione che si faceva sempre più incombente. Si dice che un solo giocatore non possa cambiare le sorti di un’intera squadra, ma forse Memphis Depay è l’eccezione che conferma la regola. In appena 14 presenze, l’olandese ha realizzato 7 gol e fornito 4 assist, deliziando il pubblico della Neo Química Arena con giocate fenomenali. Un esempio? L’incredibile rovesciata che ha sancito il 3-0 del Corinthians sul Gremio nell’ultimo match del Brasileirão.

Caricandosi la squadra sule spalle, l’ex attaccante del Cholo Simeone ha contribuito in maniera decisiva alla striscia di 9 vittorie consecutive che hanno lanciato il Timão dalla zona retrocessione alla qualificazione per i playoff della prossima Copa Libertadores. Un vero e proprio miracolo, in una paese che fa del suo rapporto con la fede uno dei suoi capi saldi. In pochissimo tempo, l’olandese è diventato una sorta di divinità per la sua gente. 

A tratti è parso inarrestabile, ma ve lo immaginate in coppia con Neymar? No, non si tratta di fantascienza, lo stesso Depay ha ammesso di aver fatto due chiacchiere con O’Ney a San Paolo. Tra gli argomenti discussi, proprio il futuro del numero 10 dell’Al Hilal: “Lui sa cosa gli ho detto. Resta una cosa tra noi, ma ovviamente lui è importante per il paese, è una superstar, ha tutte le qualità per portare il Brasile a vincere il prossimo Mondiale. Mi piacerebbe giocare con lui al Corinthians. Anche se tifa Santos, so che ha  molti amici del Corinthians, è una fonte di ispirazione”.

Il senso di comunità

L’olandese è già diventato un tutt’uno con la propria gente. L’affetto che i tifosi del Timão gli stanno dimostrando è qualcosa di straordinario. Lui lo sa bene, infatti sta dando tutto se stesso per ricambiarlo non solo sul campo. In che modo? Prendendo lezioni di portoghese, lavorando ogni giorno per imparare la lingua così da potersi integrare nella cultura brasiliana nel minor tempo possibile. Sì, perché se la comunicazione in campo è fondamentale, lo è anche conoscere i costumi di un paese che lo sta facendo rinascere sotto molti aspetti. 

“La ragione per cui sono qui va oltre lo sport: la cultura brasiliana è molto conosciuta, molto simile alle culture africane. Mio padre è del Ghana e ho qui percepito una certa somiglianza”. Nelle scorse settimane, Depay ha fatto visita alle favelas locali di Jardim Santa Cristina e al campo del Deportivo Gaza (la squadra del quartiere). Si è immerso nella popolazione, gustandosi le tipiche ali di pollo alla griglia, facendosi persino intrecciare i capelli per le strade della cittadina di Santo Andrè. Tra musica e chiacchiere con la gente del posto, una volta calata la sera, Depay ha deciso di regalare ai presenti in un bar qualche ora di svago a sue spese. “È stata una gioia! È arrivato con degli strumenti musicali in mano. È stato incredibile. Lui è un ragazzo molto umile e semplice, sembrava che fosse della nostra comunità, giocava anche con i bambini. Prima di andarsene verso le 3 del mattino ha lasciato tutto sul suo conto dicendoci ‘Potete buttare giù il locale e io ripagherò tutto dopo’”.

Dopo tanti anni passati a girare per l’Europa, Memphis Depay sembra avere finalmente trovato un posto che può chiamare casa.

Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze umanistiche per la comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Ho giocato a calcio per 11 anni, ora provo a raccontarlo. Amo il cinema e la musica, ma la mia passione più grande resta quella per il pallone: pensate che ho iniziato a strimpellare la chitarra perché volevo suonare l’inno della Champions League. A voi trarne le conclusioni…

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