Milan, De Winter (IMAGO)
Le parole del difensore sull’inizio della suo avventura al Milan
Arrivato in estate dal Genoa, Koni De Winter è tra i nuovi acquisti del Milan che i tifosi rossoneri devono ancora imparare a conoscere.
Il classe 2002 finora ha giocato 4 partite, col ruolo principalmente di alternativa nella difesa di Massimiliano Allegri, ma si prepara per avere sempre più spazio.
L’allenatore lo aveva già allenato alla Juventus, quando giocava nella Next Gen ed era a stretto contatto con la prima squadra bianconera.
Direttamente dal ritiro della sua nazionale, il belga ha parlato di questi primi mesi a Milano in un’intervista rilasciata a Het Niewsblad Sport. Di seguito le sue parole.
Il difensore ha iniziato parlando della scelta fatta in estate: “Stiamo parlando del Milan, una delle squadre più grandi d’Europa. Da piccolo guardavo Ronaldinho giocare qui. Non vengo da una famiglia ossessionata dal calcio, non avevamo i canali a pagamento per seguire i campionati stranieri, ma ovviamente vedevo spesso il Milan in Champions League. Quel Milan faceva sognare, con Ronaldinho, Alexandre Pato e David Beckham. Quell’aura è rimasta“.
E, oltre ai rossoneri, c’erano altre squadre su di lui: “Quando arriva il Milan, non ci pensi due volte. Ma è vero, altre grandi squadre italiane si sono informate, così come club inglesi. C’era pure interesse dal Medio Oriente, con offerte molto ricche“.
De Winter ha proseguito parlando del calcio italiano: “I tifosi italiani sono infuocati negli stadi – mi piace quell’atmosfera aggressiva – ma fuori ti lasciano in pace. L’unico della squadra che scatenerebbe il caos in un ristorante è Luka Modric. Ma d’altronde, quando sei così incredibilmente forte è normale“.
Su Modric ha chiuso con un confronto con Ronaldo, conosciuto alla Juve: “È difficile paragonarli: sono giocatori diversi, entrambi straordinari. Ma devo dire che Modrić mi ha davvero impressionato. Prima di tutto per la sua intelligenza calcistica: vede il gioco in modo diverso, più veloce. E poi ha piedi geniali. Anche fuori dal campo è un grande: umile, non si mette mai sopra gli altri, eppure ha un palmarès folle. E non si lamenta mai, nemmeno quando bisogna correre. Se lui non si lamenta, perché dovrebbe farlo qualcun altro?“
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